La Consulta: «Il ministero non poteva snobbare la legge sarda sulle aree idonee»
La Corte costituzionale: «Solo noi possiamo eventualmente dichiararne l'illegittimità». È successo a dicembrePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il ministero dell’Ambiente non può decidere di non applicare una legge sarda. Solo la Corte costituzionale può dichiararne l’illegittimità (e lo ha fatto).
È quanto si legge nella sentenza della Consulta, depositata oggi, con cui sono stati accolti i ricorsi per conflitto di attribuzione promossi dalla Regione per l'annullamento di diversi decreti del ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica contenenti valutazioni di impatto ambientale sugli impianti (Via) da fonti energetiche rinnovabili (Fer), nell’Oristanese e nel Sassarese (QUI LA NOTIZIA).
I decreti di "Via", relativi a progetti di realizzazione di impianti agrivoltaici ricadenti nelle province di Oristano e di Sassari, sono stati adottati escludendo in radice il confronto con i contenuti della legge sulla eree idonee.
La Corte ha ricordato che nell'ordinamento italiano gli articoli 127, 134 e 136 della Costituzione delineano un modello di impugnativa delle leggi regionali basato su un controllo successivo, tale da non escluderne l'efficacia, e quindi l'applicazione, anche laddove esse vengano contestate, fintanto che la Corte stessa non ne abbia dichiarato l'illegittimità costituzionale. È stato dunque deciso che non spettava al ministero adottare i decreti contestati senza applicare la normativa regionale vigente. Quindi i provvedimenti di via libera sono stati annullati.
I fatti al centro della contesa risalgono ad aprile dell'anno scorso. A dicembre la legge è stata comunque dichiarata incostituzionale, dalla Corte legittimata a farlo.
Enrico Fresu
