Il ministero dell’Ambiente non può decidere di non applicare una legge sarda. Solo la Corte costituzionale può dichiararne l’illegittimità (e lo ha fatto).

 È quanto si legge nella sentenza della Consulta, depositata oggi, con cui sono stati accolti i ricorsi per conflitto di attribuzione promossi dalla Regione per l'annullamento di diversi decreti del ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica contenenti valutazioni di impatto ambientale sugli impianti (Via) da fonti energetiche rinnovabili (Fer), nell’Oristanese e nel Sassarese (QUI LA NOTIZIA).  

I decreti di "Via", relativi a progetti di realizzazione di impianti agrivoltaici ricadenti nelle province di Oristano e di Sassari, sono stati adottati escludendo in radice il confronto con i contenuti della legge sulla eree idonee.

La Corte ha ricordato che nell'ordinamento italiano gli articoli 127, 134 e 136 della Costituzione delineano un modello di impugnativa delle leggi regionali basato su un controllo successivo, tale da non escluderne l'efficacia, e quindi l'applicazione, anche laddove esse vengano contestate, fintanto che la Corte stessa non ne abbia dichiarato l'illegittimità costituzionale. È stato dunque deciso che non spettava al ministero adottare i decreti contestati senza applicare la normativa regionale vigente. Quindi i provvedimenti di via libera sono stati annullati. 

I fatti al centro della contesa risalgono ad aprile dell'anno scorso. A dicembre la legge è stata comunque dichiarata incostituzionale, dalla Corte legittimata a farlo.

Enrico Fresu 

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