Gli avvocati di Tavolara Bay (Fabio Varone e Gian Luca Aste) hanno impugnato il provvedimento di sequestro di Villa Joy. Il caso di Cala Finanza approderà, quindi, davanti ai giudici del Riesame di Tempio.

L’udienza è stata fissata per il prossimo sette settembre. La difesa dell’immobiliare sardo brasiliana ha avuto la possibilità di esaminare tutti gli atti. L’ipotesi di fondo della Procura di Tempio è che Villa Joy sia stata utilizzata indebitamente come una struttura ricettiva (ristorante e centro servizi). Tutto ruota attorno all’autorizzazione Zes Unica (rilasciata e poi revocata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri), l’atto sulla base del quale Tavolara Bay ha operato a Cala Finanza.

Se il Tar della Sardegna dovesse annullare la revoca della Zes l’indagine subirebbe un duro colpo. Va ricordato che la società sardo brasiliana, rappresentata dagli avvocati Gian Comita Ragnedda e Marcello Clarich, ha impugnato la decisione del governo nazionale. Va anche detto, però, che per la Procura di Tempio, la Zes Unica è illegittima, perché rilasciata nonostante i pareri contrari di Regione, Provincia della Gallura, Comune di Loiri e di diversi enti statali.

Per quanto riguarda il sito archeologico di Punta La Greca, mai, durante le Conferenze dei servizi, la Soprintendenza di Sassari ha sollevato la questione della tutela della area. Dagli atti emerge inoltre che, a differenza di quanto riportato con insistenza da diversi siti, non vi è alcuno sversamento di liquami da Villa Joy. 

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