Blitz a Cala Finanza, Tavolara Bay: «Abbiamo rispettato leggi e sentenze»
La società interviene dopo il sequestro di Villa Joy e prende posizione con una notaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
A 48 ore dal sequestro del compendio di Villa Joy e in attesa delle decisioni del Gip di Tempio sul provvedimento, la società Tavolara Bay prende posizione con una nota.
L’immobiliare sardo brasiliana, proprietaria dell’edificio e promotrice di diversi progetti nelle località di Cala Finanza e Lu Bagnu (Porto San Paolo), spiega: «La Società ha preso atto del provvedimento di sequestro e sta collaborando pienamente con le autorità competenti, mettendo a disposizione la documentazione e il supporto tecnico necessari. Le contestazioni formulate sono allo stato oggetto di verifica e saranno puntualmente chiarite nelle sedi competenti. Nella gestione del compendio di Villa Joy, Tavolara Bay si è avvalsa di professionisti qualificati e ha operato facendo affidamento sui titoli amministrativi e sui provvedimenti giurisdizionali via via applicabili, tra cui l’Autorizzazione Unica n. 74/2026, rilasciata dalla Struttura di Missione ZES presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e i provvedimenti cautelari adottati dal TAR Sardegna». Anche negli atti delle indagini, effettivamente, si fa riferimento alla Autorizzazione Zes Unica sulla base della quale, prima della revoca, ha operato Tavolara Bay.
L’immobiliare entra nel merito: «La Società ha adottato misure organizzative volte a garantire il rispetto dei limiti stabiliti da tali atti e, in particolare, delle modalità di utilizzazione privata e su invito riconosciute dal giudice amministrativo, senza accesso indiscriminato del pubblico. Tavolara Bay ribadisce inoltre di avere rispettato l’impegno assunto nel giudizio amministrativo di non realizzare, durante la stagione 2026, gli interventi del progetto ZES relativi al glamping, ai sentieri, alle piazzole e ad ulteriori trasformazioni del territorio». Questo è uno dei punti più delicati e controversi della vicenda, perché, secondo i pm, Villa Joy e i prefabbricati collegati sono stati utilizzati come un’unica struttura turistico ricettiva.
Ultima questione è quella di un presunto sito archeologico presente nell’area oggetto delle indagini. Tavolara Bay afferma: «Con riferimento ai profili archeologici, la Società precisa che, prima degli accertamenti attualmente in corso, non aveva ricevuto alcuna comunicazione formale circa la presenza di reperti archeologici nelle aree interessate, né aveva conoscenza di precedenti rinvenimenti. Anche tale profilo sarà affrontato con la massima trasparenza e con il necessario supporto tecnico-specialistico. Tavolara Bay conferma di avere agito in conformità con Ie leggi, con buona fede, facendo affidamento sui titoli e sui provvedimenti allora disponibili, nel rispetto delle procedure amministrative e con l’assistenza di professionisti qualificati. La Società continuerà a collaborare lealmente con le autorità competenti, riservandosi ogni opportuna iniziativa a tutela dei propri diritti e della propria posizione».
