Cala Finanza, confermato il sequestro di Villa Joy
Il Gip del Tribunale di Tempio convalida il provvedimento della Procura: in via cautelare restano i sigilli sulle proprietà di Tavolara BayPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Nuovo importante, provvedimento per la vicenda di Cala Finanza. La Gip del tribunale di Tempio, Marcella Pinna, ha convalidato il sequestro preventivo di Villa Joy e di alcune aree a ridosso dell’immobile di proprietà della società Tavolara Bay.
La giudice ha recepito i contenuti del sequestro preventivo che era stato disposto dal pubblico ministero Sebastiano Carpinato. Quindi, nella sostanza, sono state ritenute valide le argomentazioni del pm che riguardano il presunto utilizzo non autorizzato di Villa Joy come struttura turistico ricettiva (ristorante), collegata ad un’area attrezzata di circa 540 metri quadri, e la realizzazione di sterrati e piste, anche anche queste secondo il pubblico ministero non autorizzate, nell’area di Cala Finanza.
La Gip Marcella Pinna ha ritenuto fondato il sequestro preventivo della procura di Tempio, aggiungendo però che nel merito dovrà essere fatta una valutazione puntuale che spetta ai giudici chiamati a decidere sul caso. Quindi la decisione della giudice per le indagini preliminari del tribunale di Tempio riguardano soltanto gli aspetti cautelari.
Hanno trovato, dunque, conferma le conclusioni del Corpo Forestale, dei carabinieri del nucleo per la tutela dei beni culturali e dell’ispettorato del lavoro.
I difensori dei vertici di Tavolara Bay, Gianluca Aste e Fabio Varone, stanno studiando gli atti per un eventuale ricorso al tribunale del riesame.
È aperto anche il fronte dei ricorsi amministrativi, dove Tavolara Bay è assistita dagli avvocati Marcello Clarich e Gian Comita Ragnedda. La società, di recente, ha diramato una nota affermando di avere puntualmente osservato la normativa in materia urbanistica della Regione, i contenuti dell’autorizzazione Zes unica rilasciata dal Dipartimento per il sud (presidenza del Consiglio dei Ministri) e le decisioni del Tar della Sardegna.
