Altro che partita chiusa e cessata materia del contendere, lo scontro su Cala Finanza continua, dentro e fuori le aule dei Tribunali. A margine dell’udienza di oggi davanti ai giudici amministrativi di Cagliari è emerso un dato di estrema rilevanza per gli sviluppi del caso: Tavolara Bay non sembra avere nessuna intenzione di mollare la presa sulla Zes Unica. 

Il Tar era chiamato a decidere sul ricorso della Regione contro le scelte dello Stato. Il governo Meloni ha autorizzato gli interventi di Cala Finanza (via libera al Fasano Al Mare Beach Club) secondo i legali della giunta regionale bypassando le prerogative dello Statuto speciale della Sardegna. I permessi contenuti nell’autorizzazione Zes unica sono stati rilasciati e poi ritirati dal Dipartimento per il Sud, ma la Regione vuole comunque un pronunciamento e la causa è stata rinviata a febbraio. Ma c’è anche un’altra ragione che spiega il rinvio lungo del procedimento amministrativo.

I giudici hanno saputo, seppure informalmente, che Tavolara Bay (rappresentata dall’avvocato Gian Comita Ragnedda e dal professore Marcello Clarich) ricorrerà sicuramente contro la revoca della Zes Unica. Quindi nessuna cessazione della materia del contendere, Tavolara Bay ritiene di essere stata pesantemente danneggiata da un provvedimento (la revoca delle autorizzazioni per il glamping e il beach club decisa dal governo) che ritiene privo di presupposti. I legali della società, contattati, non hanno voluto parlare dell’udienza di oggi e rilasciare dichiarazioni. Ma dagli atti sta emergendo che la società sardo brasiliana considera la revoca della Zes Unica un atto sbagliato e illegittimo. Quindi il contenzioso con la Regione, almeno sul tema della Zes, resta in piedi, così come il potenziale conflitto di competenze tra Regione e Stato. 

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