Oltre due milioni di euro all’anno: a tanto ammonta la spesa del Comune di Cagliari – sostenuta dalla Tari pagata dai cittadini – per la rimozione dei rifiuti abbandonati in giro per la città. 

L’amministrazione lo fa sapere a seguito delle ripetute denunce su sporcizia e degrado in città: le ultime sono dei consiglieri d’opposizione Pierluigi Mannino, capogruppo di Fratelli d’Italia, e Roberto Mura (Alleanza Sardegna).

Una nota di palazzo Bacaredda spiega che è stato «rafforzato il sistema di contrasto, strutturato su più livelli».

Il Comune, si legge «è impegnato quotidianamente contro un fenomeno che  che produce un duplice danno: deturpa il decoro urbano e genera costi aggiuntivi per i cittadini. Gli interventi di rimozione e ripristino delle aree comportano, infatti, spese ingenti che ogni anno superano due milioni di euro. Spese che, per legge, confluiscono integralmente nella Tari».

Una squadra dedicata della Polizia Locale opera con attività mirate (verifiche, sopralluoghi, presidi e appostamenti) «finalizzate all’identificazione dei trasgressori e alla contestazione delle violazioni».

Inoltre è a disposizione una «”batteria” di 40 telecamere mobili, monitorate quotidianamente e riposizionate con frequenza nei punti più esposti al fenomeno, così da aumentare l’efficacia dei controlli».

Queste azioni integrate, ne sono convinti in Municipio, «consentono di intervenire in modo più rapido, documentare i comportamenti scorretti e rafforzare la capacità di accertamento e sanzionamento».

Il Comune di Cagliari, viene assicurato, «continuerà ad agire con determinazione, rafforzando controlli e prevenzione. Contrastare l’abbandono dei rifiuti significa tutelare la nostra città, l’ambiente e la salute pubblica, e soprattutto evitare che i costi derivanti dai comportamenti di pochi maleducati ricadano sugli utenti del servizio di raccolta dei rifiuti».

(Unioneonline/E.Fr.)

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