Quattro serate che intrecciano musica, luoghi e linguaggi differenti in un programma unico, in arrivo nel capoluogo: e dopo le anteprime dello scorso weekend, torna a Cagliari il festival Forma e Poesia nel Jazz nella sua ventinovesima edizione, che dall'1 al 4 ottobre va a illuminare il Teatro delle Saline e il Teatro Doglio con i concerti serali, offrendo in parallelo anche mostre, incontri, visite guidate e approfondimenti, sotto la direzione artistica di Nicola Spiga. Tra gli attesi ospiti anche Stefano Di Battista, Antonio Faraò, il brasiliano Yamandu Costa e gli ungheresi Jazzbois, prima che a novembre arrivino anche le date con protagonisti Angelo Branduardi e lo statunitense Jeff Lorber. 

Il programma

L'inaugurazione di giovedì 1 ha inizio già dal mattino, con la visita guidata nel quartiere di Castello a cura di Trip Sardinia e Quintessenza Experience: partenza alle 10 da Porta Cristina, proseguendo poi verso Piazza Palazzo, la Torre dell'Elefante e infine il Bastione. In contemporanea al tour è la prima delle due conferenze itineranti di Enrico Merlin, con il musicista, compositore e musicologo impegnato in un racconto "a tappe" dedicato a Miles Davis nel centenario della nascita, che sotto il titolo "Many Miles to go" prosegue anche l'indomani mattina nell'escursione al Parco di Molentargius. Alle 12 si apre invece la mostra alla sede espositiva dell'archivio storico Search di Largo Carlo Felice 2, che porta nel capoluogo una parte dell'incredibile collezione del Museo del Saxofono di Fiumicino a cura del suo direttore Attilio Berni, in una lettura oltre la dimensione musicale per narrare storia, forme e immaginario di uno degli strumenti più emblematici del jazz. Il taglio del nastro è occasione anche per presentare al pubblico "Il saxofono in Italia. Ingegno, produzione e immaginario culturale", testo firmato da Berni, con l'autore in dialogo con il giornalista Vito Biolchini. Spazio alla musica dalle 20 al Teatro delle Saline, con Giacomo Serreli – al quale è affidata la conduzione di tutti gli appuntamenti serali – a introdurre il primo artista a salire sul palco: Samih Al Madhoun, giovane cantante e suonatore di oud palestinese, formatosi inizialmente al Conservatorio "Edward Said" e poi costretto a lasciare la sua terra a causa del conflitto, prosegue oggi gli studi al Conservatorio del capoluogo. Gli succede il pluripremiato virtuoso della chitarra a sette corde Yamandu Costa, che con talento e versatilità attraversa generi come choro, classica, tango, zamba e chamané, con il collega isolano Simone Onnis come ospite speciale. 

La seconda data comincia già alle prime luci di venerdì 2, con ritrovo alle 7 in via don Giordi a Quartu Sant'Elena per la visita guidata al Parco di Molentargius, curata da Città del Sole: ad anticipare il tour è il concerto all'alba del polistrumentista e virtuoso delle launeddas Nicola Agus, mentre ad accompagnarlo è il suddetto, secondo capitolo di "Many Miles to go" con Enrico Merlin. Sempre in mattinata fa ritorno il classico format "Jazz in metrò", che dalle 11 alle 13 vede il Drum&Sax Duo – di Diego Greco (sassofono) e Giovanni Alborghetti (percussioni) – in scena sulla Linea 1 della Metropolitana, con un repertorio carico di jazz, funk, swing ma anche tradizione e improvvisazione. Si fa poi rientro al Search per le 16, con la conferenza-spettacolo "SaxItaly" di Attilio Berni a raccontare quasi due secoli di storia tricolore del sassofono, tra inventori, costruttori, musicisti, industrie, brevetti e l'influenza in radio e cinema. Per le 20 invece è il momento dei live al Teatro delle Saline, con il progetto Alsogood del tastierista, polistrumentista e producer Francesco Lo Giudice, affiancato sul palco da Alessandro Pollio (tastiere) e Pierpaolo Tancredi (batteria) e in movimento tra improvvisazione, groove ed elettronica, e a seguire con il trio dei Jazzbois da Budapest: formato da Bencze Molnár (tastiere), Viktor Sági (basso) e Tamás Czirják (batteria), il gruppo nasce dall'incontro tra i ritmi hip hop e l'improvvisazione jazz, strizzando l'occhiolino a beat-tape e lo-fi hip hop anche nell'ultimo "Still Blunted" (2024). 

Sabato 3 apre il sipario con un altro classico in gran spolvero, portando alla Sella del Diavolo il trekking "Alla scoperta di..." con la guida ambientale Stefania Contini a condurre i presenti dalle 9 verso il punto d'arrivo, dove ad accogliere il pubblico con un concerto è il duo di musica gypsy dei chitarristi Roberto Massa e Roberto Boi. Alle 11:30 è fissato un nuovo incontro con Berni al Search, in "SaxAppeal - Da anonima pipa di nichel a icona dell'erotismo", che esplora il rapporto tra sassofono, eros e immaginario cinematografico con colonne sonore, filmati, aneddoti e analisi. Anche per la terza giornata la musica ha inizio alle 20 al Teatro delle Saline, a partire i cagliaritani Freak Motel: attivi dal 2017, la band riunisce Andrea Sanna (synth, organo e live electronics), Matteo Sedda (tromba e live electronics), Andrea Parodo (basso) e Nicola Vacca (batteria) in un'indagine sonora al confine tra nu jazz, post rock, elettronica e musica contemporanea, testimoniata anche di recente da "Human Codec" (2025). Attesissimo l'ospite successivo Antonio Faraò, pianista romano classe 1965 e con una carriera di caratura internazionale, che l'ha visto ricevere numerosi riconoscimenti e collaborare con musicisti del calibro di Joe Lovano, Chris Potter e Benny Golson, partecipando più volte all'International Jazz Day su invito del grande Herbie Hancock, oltre a sfondare le tradizionali barriere del genere con "Eklektik" (2017), con sonorità elettriche, influenze rap e tanta contaminazione. Con lui sui legni del teatro, Roberta Gentile (voce), Mauro Capitale (sax), Max Mbassadò (rapping), Piero Orsini (basso) e Martino Malacrida (batteria).

Il finale di domenica 4 invita gli spettatori al Search dalle 11:30, con l'ultima conferenza-spettacolo di Berni sotto il titolo "Saxophobia", tra racconto, esecuzioni musicali, immagini, curiosità e campioni storici. Questo l'unico incontro che va ad anticipare i concerti serali, con inizio già alle 19 e non più al Teatro delle Saline ma al Doglio: sui legni un'altra ensemble isolana con l'Angiolini Bros. Quartet, guidato dai fratelli Andrea (piano) e Alessandro Angiolini (sassofono) e completato da Paolo Cocco (basso elettrico e fretless) e Luigi Sanna (batteria), in uno stile contemporaneo tra originali inediti e celebri standard. Chiude il festival un secondo illustre nome del jazz italiano, con il sassofonista romano Stefano Di Battista nel suo progetto "La Dolce Vita": tratto dall'omonimo album pubblicato nel 2024, l'artista rilegge con le lenti del genere alcune delle più celebri melodie di musica e cinema nel Belpaese, attraverso grandi autori come Nino Rota, Ennio Morricone, Nicola Piovani, ma anche Paolo Conte, Dalla, Modugno e altri ancora, in scena insieme a Matteo Cutello (tromba), Daniele Sorrentino (basso e contrabbasso), Andrea Rea (pianoforte) e Luigi Del Prete (batteria). 

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