L’isola dell’Asinara, destinazione dei soldati austro-ungarici durante la Prima guerra mondiale e, circa un ventennio dopo, luogo in cui furono deportati gli etiopi, fino agli anni simbolo di una storia che va dal 1970 alla fine del secolo, un periodo drammatico del terrorismo e della lotta contro la mafia. Anni in cui si concentra il libro “Nell’interesse dello Stato- L’isola dell’Asinara tra Parco nazionale, Brigatte rosse e Cosa Nostra”, scritto da Vittorio Gazale, attuale direttore del Parco nazionale dell’Asinara, che presenterà il volume, venerdì 6 febbraio alle ore 18, presso la sala conferenze del Museo del Porto, a Porto Torres.

Una testimonianza del periodo, dal 1971, in cui l’isola diventa luogo in cui condurre i primi “presunti mafiosi”, quando ancora Cosa Nostra non esisteva nel linguaggio comune e chi accennava a queste parole rischiava la morte. Dopo l’assassinio del procuratore capo di Palermo, Pietro Scaglione, arriverà all’Asinara don Tano Badalamenti, il boss che impartirà l’ordine di uccidere Peppino Impastato. Nel 1977, fu l’allora generale Carlo Alberto Dalla Chiesa a volere il carcere speciale per la lotta al terrorismo. In questa isola nel 1985 i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino preparano l’istruttoria del maxi processo contro Cosa Nostra. Il volume di Vittorio Gazale, con prefazine di Nando Dalla Chiesa, ha vinto il premio letterario Piersanti Mattarella per la sezione libri-inchiesta.

All’evento, organizzato e inserito dalla Fidapa Bpw Italy Sezione di Porto Torres nel tema nazionale “Racconto al femminile del ‘900 italiano all’Asinara”, porteranno i saluti il sindaco Massimo Mulas, la presidente della Fidapa BPW Italy Sezione di Porto Torres, Maria Lucia Fancellu, il presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Asinara, Gianluca Mureddu e la presidente dell’Università delle Tre Età Ute, Albarosa Galleri. L’evento sarà introdotto dalla vice presidente della Fidapa turritana Giada Solinas.

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