La Sardegna del 1917, con gli uomini impegnati a combattere la Prima guerra mondiale e le donne costrette, da sole, a occuparsi del sostentamento delle famiglie, fa da sfondo al romanzo d’esordio di Bibbiana Cau, “La levatrice” (Nord), un’opera che racconta una storia al femminile in cui emergono il contrasto tra la scienza ufficiale e la conoscenza empirica, la lotta per l’emancipazione, la solidarietà, il senso di comunità. Venerdì 5 settembre l’autrice presenterà il libro a Ploaghe con Vanni Lai. Appuntamento alle 21 nell’Ex Convento dei Cappuccini.

L’evento è organizzato da Lìberos nell’ambito del festival Éntula con il sostegno del Comune di Ploaghe e in collaborazione con il sistema bibliotecario Coros Figulinas, la cooperativa Comes, la casa editrice Nord, la libreria Koinè Ubik di Sassari, i Centri odontoiatrici Massaiu e Zarcle. Bibbiana Cau è nata e vive in Sardegna.

Dopo gli studi di Ostetricia all’Università di Cagliari, nel corso di una lunga carriera lavorativa ha avuto il privilegio di accompagnare alla nascita tantissime nuove vite. Lettrice da sempre, ha scoperto l’interesse per la scrittura durante la stesura della tesi in Storia sociale e, dopo essersi laureata in Educazione degli adulti e in Formazione continua all’Università di Roma Tre, ha frequentato i corsi della Scuola Holden di Torino, di Medicina narrativa presso le Aziende Sanitarie Locali sarde e di Londra Scrive con Marco Mancassola. 

© Riproduzione riservata