A Pasqua rifiorisce il turismo: Sardegna premiata dal last minute
Il primo bilancio è positivo: 300 strutture già operative. Riempimento al 70%, più ospiti stranieri che italianiTuristi al Bastione (foto Giuseppe Ungari)
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Turisti in giro, principalmente stranieri (nord europei), meno italiani, se ne vedono più nelle città – a Cagliari, Olbia e Alghero – che nelle località di mare, ma un primo bilancio generale di questa Pasqua 2026, bassa e nei giorni scorsi anche freddina, è decisamente positivo.
Non è tutto esaurito, però le strutture ricettive aperte stanno lavorando bene. «Quest’anno sono già operativi 300 hotel sui 1000 totali, un centinaio in più della Pasqua dell’anno scorso, che cadeva il 20 aprile», spiega il presidente di Federalberghi regionale Paolo Manca. «Poi, tra il 25 aprile e il primo maggio ne inaugurerà un altro 25%, e la stagione avrà inizio».
Com’è la situazione? «Al momento buona, non eccezionale ma sicuramente buona. A Cagliari, Alghero, Olbia il riempimento è quasi al massimo, per il resto, siamo intorno al 70%. Prima dello scoppio della guerra», prosegue Manca, «segnavamo una crescita a doppia cifra fino all’autunno. Quando è scoppiato il conflitto in Medio Oriente ovviamente c’è stato un rallentamento delle prenotazioni, l’incertezza crea ripensamenti, inoltre le notizie sul carburante che potrebbe mancare e l’interruzione di voli stanno un po’ frenando».
Secondo un’analisi di lastminute.com la guerra degli Stati Uniti in Iran, che ha coinvolto anche i Paesi del Golfo, ha innescato nelle ultime settimane una raffica di cancellazioni e la riprogrammazione di viaggi da Dubai, Abu Dhabi e altre mete degli Emirati Arabi verso altre destinazioni, tra cui la Sardegna. Circa 17mila sarebbero le prenotazioni influenzate dalla crisi geopolitica in corso, non diminuisce l’intenzione di partire, ma cambiano le mete, e tra queste ci sono Sardegna, Sicilia e le Canarie. Luoghi che «garantiscono sicurezza, oltre al clima mite e al mare».
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