Jenny Saville, una poderosa "pittrice pittorica" a Ca' Pesaro

28 marzo 2026 alle 09:25
Venezia, 28 mar. (askanews) - Senza fare troppo clamore la Galleria internazionale di Ca' Pesaro a Venezia presenta un'altra mostra importante e d'impatto: questa volta la protagonista è Jenny Saville, artista britannica che ha debuttato con il gruppo degli YBA, ma che ha saputo mantenere una sua identità precisa ancorata alla pittura, di cui oggi, nel solco di Bacon e Lucian Freud, è una delle più rilevanti interpreti."C'è una citazione - ha detto ad askanews Elisabetta Barisoni, responsabile di Ca' Pesaro e curatrice della mostra - che abbiamo voluto mettere in vista sullo scalone nella quale lei si definisce 'una pittrice pittorica', che sembra un'allitterazione, sembra un errore. Io ho impressa nella mia mente un'immagine di questi mesi, di questo anno in cui ho lavorato e frequentato il suo studio a Oxford: lei sul muro si scrive delle liste: Tiziano, De Kooning, i suoi riferimenti ideali che spaziano soprattutto dall'arte antica, ma arrivano anche all'espressionismo astratto e poi c'è una scritta bellissima in un angolo: 'Push the paint', che significa portare avanti la pittura, mai fermarsi. Quindi sì: sono ritratti, sono corpi che si intersecano, è pittura figurativa, ma soprattutto una grande ode proprio alla pittura".I dipinti sono potenti: alcuni, come per esempio "Propped", opera che segna il debutto di Saville nel 1992, oppure il doppio ritratto "Hyphen" del 1999, sono effettivamente indimenticabili, lavori che si portano dentro un senso di perturbamento, per dirla con l'altro Freud, che li rende oggetti difficili da circoscrivere. Ma ogni sala della mostra - con la sola eccezione di una stanza dove i ritratti sembrano indulgere a una più facile patina di pop - ha una densità emotiva e pittorica notevolissima, che abbinata a rivisitazioni del modello della Pietà in chiave contemporanea o ad altre tragedie del mondo di oggi costituisce la cifra profonda dell'esposizione veneziana. Ma da dove nasce il lavoro di Jenny Saville, quali sono i suoi modelli? "Voglio parlare di compagni di viaggio - ha detto l'artista - pittori che mi hanno influenzato, persone che hanno dedicato la loro vita alla pittura, alla scultura, all'arte in generale: potrei citarne tanti, Tiziano, Velàzquez, Bacon, Tintoretto, Twombly, De Kooning e anche i momenti diversi del loro percorso. Io fondamentalmente resto una pittrice figurativa, ho anche usato l'astrazione è vero, ma alla fine mi ritengo una pittrice figurativa, e in questo sono profondamente europea".Nei dipinti più importanti i corpi sono protagonisti assoluti e sono storie che hanno dentro tutta la fragilità dell'umano e la lacerazione di chi la indaga senza indulgenza, ma anche senza mai dimenticare la tenerezza. "I corpi che si intersecano - ha aggiunto Elisabetta Barisoni - i corpi delle donne, ma non solo, i corpi di coppie che si intrecciano in amplessi amorosi e anche nella loro naturalità, anche nei loro difetti, ecco, la carne, il sangue come dice Jenny Saville, non si dimenticano".Chiudiamo il cerchio tornando alla parola da cui siamo partiti: pittura. Ci si interroga, giustamente, sul senso di questo medium oggi, quando parrebbe superato da tante pratiche e da tante tecnologie. In realtà la mostra di Jenny Savile dimostra la perdurante necessità di questa pittura, il suo essere ben viva, nelle grandi gallerie certo, ma anche dentro di noi, come forse non pensavamo più che fosse possibile. (Leonardo Merlini)