Open Day al Politecnico di Milano, tre nuovi corsi di ingegneria

28 marzo 2026 alle 15:10
Milano, 28 mar. (askanews) - In un contesto in cui cresce la domanda di competenze nelle discipline STEM e nelle tecnologie digitali, il Politecnico di Milano ha aperto le porte ai futuri studenti con l'Open Day 2026, che ha visto la partecipazione di oltre 16mila ragazze e ragazzi. La giornata è dedicata a chi desidera conoscere da vicino l'offerta formativa dell'ateneo e scoprire come, dall'intelligenza artificiale alle tecnologie energetiche fino alla progettazione delle città sostenibili, l'ingegneria, l'architettura e il design possano contribuire a costruire un mondo migliore attraverso la ricerca, l'innovazione e la progettazione."Questa è sempre una giornata speciale - ha detto ad askanews la rettrice Donatella Sciuto - perché intanto coinvolge tantissimi dei nostri studenti già adesso e dei docenti che si mettono a disposizione di studenti futuri sperabilmente e famiglie, perché ci sono anche tanti genitori, che vogliono avere maggiori informazioni sul Politecnico, sia sui corsi di laurea sia sulla vita al Politecnico, il supporto economico, le disponibilità, i servizi che noi offriamo. Per cui è sempre un momento importante per tutti, non soltanto per per chi viene a vederci".Tra le novità anche tre corsi di laurea triennale nell'ambito di ingegneria. "Quest'anno - ha aggiunto Stefano Ronchi, vicerettore per la didattica al Politecnico di Milano - lanciamo tre lauree completamente nuove nell'area dell'ingegneria, lauree internazionali che si affiancano alla laurea di Civil Engineering che abbiamo già da qualche anno. Queste tre lauree sono Engineering Science, Process Engineering e Industrial Engineering. Sono lauree internazionali, quindi un'offerta interamente in inglese per studenti italiani e ragazzi e ragazze che vengono da tutto il mondo. Oggi all'Open Day abbiamo visto persone che vengono dall'Olanda, dall'Inghilterra, dalla Francia, da tutta Europa per vedere queste nuove lauree".Uno dei temi centrali del nostro presente è ovviamente quello dell'intelligenza artificiale, aspetto sul quale il Politecnico lavora già dal 1973. Ma quale scenario possiamo immaginare per i prossimi anni? "Cambieranno le mansioni - ci ha risposto la rettrice - ma io credo che comunque sia la persona quella che ha la testa. Ricordiamoci che intelligenza artificiale ha imparato delle cose da noi e quindi semplicemente poi le fa più velocemente sicuramente, ma siamo noi che dobbiamo prendere decisioni e siamo noi che dobbiamo mantenere il controllo".In questa prospettiva tra gli obiettivi dell'ateneo milanese c'è quello di insegnare, oltre che competenze, anche una forma mentale in grado di accogliere i continui progressi scientifici. "La tecnologia si sta muovendo a una velocità elevatissima e se noi specializziamo troppo i nostri studenti, il rischio è che quando entro nel mondo del lavoro dopo pochi anni le competenze diventino già obsolete. Quindi l'aspetto fondamentale è insegnare loro la capacità di apprendere continuamente nuove tecnologie perché nell'arco della vita professionale loro cambieranno tantissimi lavori e adotteranno tecnologie che oggi noi neanche possiamo immaginare. L'altro aspetto molto innovativo è l'approccio didattico, ovvero noi abbiamo progettato, i corsi classici dell'ingegneria in modo direttamente applicato".Con oltre 48mila studenti, il Politecnico di Milano è una delle principali università tecnico-scientifiche europee: il 97% dei suoi laureati magistrali è occupato a un anno dal titolo.