Sangue e dramma questa mattina a Sassari, in un palazzo dell’Ersu che ospita studenti tra via Rosello e via Lamarmora.

Un giovane ospite della struttura ha prima accoltellato un custode addetto alla vigilanza nell’edificio, poi si è lanciato nel vuoto. La dinamica è ancora tutta da accertare. Ma secondo quanto trapela c’è un antefatto: due studentesse nella notte avevano inviato una mail ai vertici dell’ente per lamentare il tentativo di irruzione nella loro camera da parte del ragazzo, uno marocchino di 23 anni.  

Lo studente questa mattina è stato soccorso dagli operatori del 118: le sue condizioni sono gravi.  Meno preoccupanti quelle del custode. 

Le indagini sull’accaduto sono a cura della squadra Mobile della Questura:   sul posto il dirigente Michele Mecca con la collega delle Volanti, Virginia Martinazzi. Presente anche il sindaco Giuseppe Mascia, con la polizia locale.

Polizia di Stato sul posto (Foto: Emanuele Floris)
Polizia di Stato sul posto (Foto: Emanuele Floris)

Polizia di Stato sul posto (Foto: Emanuele Floris)

La cronaca del dramma 

«L'abbiamo visto lanciarsi in piedi». In via al Rosello a Sassari i testimoni raccontano l'episodio dell'accoltellamento e del tentato suicidio avvenuto tra le 9.20 e le 9.30. «Prima aveva lanciato un pc ed era intervenuto il portiere della palazzina Ersu», riferiscono. Poi il 23enne marocchino, che occupava da qualche giorno una camera di via La Marmora, insieme agli altri studenti, avrebbe accoltellato il portiere di 33 anni.

Al momento non è chiaro cosa abbia provocato la violenza. «Abbiamo sentito delle grida di aiuto e poi è spuntato il ragazzo sul tetto». Secondo una prima ricostruzione sarebbe salito dal locale della lavanderia, uscendo dal lucernaio, e camminando lungo il tetto. «Ha buttato giù le pantofole. Gli ho urlato di fermarsi». Poi il volo di quattro piani, l'impatto al suolo e le ferite gravissime. Il 118 ha condotto il giovane in codice rosso al pronto soccorso del Santissima Annunziata.

Il custode invece presentava diverse ferite da taglio, anche in testa, ma per fortuna non versa in condizioni critiche. «Ho visto solo due volte questo ragazzo»,  dichiara uno studente, «mentre colpiva il custode e poi al suolo dopo essersi buttato». Il ventitreenne era ospite della struttura da ottobre. 

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