I soldi non bastano, beffati 782 dipendenti della Regione: niente aumento
Budget esaurito: sotto accusa le buste paga degli staff degli assessori. Usai (Fdi): «Necessari 10 milioni, progressioni negate agli aventi diritto: mai successi nella storia»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Hanno diritto di percepire soldi in più in busta paga, in base alla progressione di carriera. Ma per loro quel denaro nelle casse della Regione non c’è. E se non si trovano i fondi 782 dipendenti resteranno a bocca asciutta: una situazione che, a quanto pare, non ha precedenti nella storia dell’autonomia.
Come è successo? Il budget per il personale è stato eroso. C’è chi punta il dito sui “prelievi” che si sono resi necessari per far fronte agli stipendi dei dipendenti dei gruppi del Consiglio regionale (che sarebbe anche un altro ente). Ma nei corridoi dei palazzi prevale un’altra tesi: tante (troppe) le buste paga degli staff di assessori presidenza, che adesso sono strutturati sulla base della cosiddetta "legge poltronificio” varata da Chrsitian Solinas. Un numero così consistente di incarichi da aver richiesto uno sforzo economico tale da consumare il plafond a disposizione. Conferme sulle cause non ce ne sono. Anche i sindacati, almeno in pubblico, non vanno all’attacco, nel tentativo di trovare una mediazione con la politica.
Ma il problema c’è.
«Servono immediatamente 10 milioni di euro da inserire nella prossima variazione di bilancio per un comparto già al collasso. La presidente sembra non accorgersi neanche di questo». A chiederlo con forza la consigliera regionale di FdI Cristina Usai che fa propria le richieste presentate ieri in prima commissione e confermata da tutte le sigle sindacali. «Le progressioni professionali del personale del sistema Regione sono bloccate», come denunciato in un’interrogazione già depositata, «a causa di una Giunta incapace di dare risposte serie a centinaia di lavoratrici e lavoratori. I numeri che si evincono dagli atti parlano chiaro: a fronte di 1.867 dipendenti aventi titolo, i transiti effettivi sono 1.085. Tradotto: 782 persone restano escluse perché la Regione non è stata in grado di garantire una copertura adeguata e la gestione dell’assessora ad interim risulta ancora una volta fallimentare».
Non si tratta di un disguido amministrativo, per Usai, «ma di una scelta di fatto: è la prima volta nella storia della regione Sardegna che viene “dimenticato” un cospicuo numero di lavoratori e la Regione continua a riempirsi la bocca con parole come “valorizzazione del personale”, “merito” e “efficienza” e poi, nei fatti, umilia chi ogni giorno garantisce il funzionamento della macchina amministrativa. Qui non si tratta di concedere favori a qualcuno: qui si tratta di riconoscere diritti, percorsi professionali maturati e aspettative legittime di centinaia di dipendenti».
