La strategia di Copagri Cagliari per salvare la cerealicoltura sarda
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Accordi di filiera triennali, valorizzazione delle produzioni tradizionali, sostegno alla biodiversità e nuove opportunità per le aree marginali. Sono queste alcune delle proposte avanzate da Copagri Cagliari per affrontare la crisi che sta interessando la cerealicoltura sarda e, in particolare, la produzione di grano duro, settore strategico per l'agricoltura dell'Isola.
Prezzi non remunerativi, costi di produzione elevati, rese discontinue, difficoltà logistiche legate all'insularità e progressiva riduzione delle superfici coltivate stanno infatti mettendo sotto pressione un comparto che rappresenta una parte importante dell'identità agricola e alimentare della Sardegna.
«Non bastano interventi episodici. Serve una politica regionale stabile, costruita insieme alle aziende agricole, ai centri di raccolta, ai sementieri, ai trasformatori e alla distribuzione. Il grano sardo deve diventare una materia prima identitaria, legata al territorio, alla qualità e alle produzioni tradizionali», dichiara Beppe Giuseppe Bullegas, Presidente di Copagri Cagliari.
Tra gli strumenti già disponibili, Copagri Cagliari richiama l'attenzione sul sostegno previsto dalla Legge regionale 15, risorse sufficienti a coprire teoricamente circa 9.600 ettari coltivati. Secondo l'organizzazione agricola, la misura dovrebbe essere confermata e rafforzata attraverso un accordo quadro regionale almeno triennale, capace di garantire programmazione delle produzioni, qualità, ritiro del prodotto e una remunerazione più equa per gli agricoltori.
L'associazione chiede inoltre la convocazione di un tavolo regionale dedicato alla cerealicoltura e propone un percorso di valorizzazione delle produzioni tradizionali sarde — dal pane alla pasta, dalla fregola ai dolci tipici — attraverso marchi collettivi o percorsi DOP e IGP che prevedano l'impiego di grano coltivato nell'Isola.
La strategia indicata da Copagri Cagliari guarda anche alla sostenibilità e alla tutela della biodiversità agricola, con il sostegno ai Custodi della Biodiversità e ai grani tradizionali sardi, oltre a incentivi per la diversificazione colturale attraverso le leguminose da granella, utili per migliorare la fertilità dei terreni, ridurre l'utilizzo di concimi azotati e favorire la nascita di nuove filiere produttive.
Nello stesso quadro si inserisce la richiesta di semplificare le procedure del bando regionale dedicato alla difesa del suolo, favorendo pratiche come le rotazioni cereali-leguminose, le colture di copertura e le tecniche conservative. Per le aree collinari meno produttive, Copagri Cagliari propone la riconversione di parte delle superfici verso colture arboree mediterranee, frutta a guscio, piante officinali ed olivo.
«La Sardegna non può permettersi di perdere la propria cerealicoltura. Difendere il grano duro significa tutelare reddito agricolo, territorio, biodiversità e tradizioni alimentari. Servono più programmazione, più filiera e più valore aggiunto», conclude Bullegas.
L'impegno di Copagri Cagliari sul territorio si traduce nel supporto alle imprese agricole e nella promozione delle produzioni locali. L'organizzazione opera attraverso la sede provinciale di Sestu, in località Magangiosa, e la sede operativa di Sanluri, in via Cavour 98.
Tra le iniziative promosse da Copagri Cagliari figurano i mercati contadini “La Terra e La Piazza”, che favoriscono l'incontro diretto tra produttori e consumatori e la valorizzazione delle produzioni del territorio. I mercati si svolgono a Cagliari ogni sabato dalle 8.00 alle 13.00 in via Po 1 presso il parcheggio UIL e ogni martedì dalle 8.00 alle 13.00 in piazza Billy Sechi, presso il Teatro delle Saline.
Accanto alla cerealicoltura, Copagri Cagliari sostiene l'agricoltura biologica e lo sviluppo di nuove filiere, tra cui mandorlicoltura e frutta a guscio, considerate strategiche per diversificare il reddito delle aziende agricole.
Informazione promozionale a cura di Copagri
