"Odissea": dopo le critiche al trailer, il film raccoglie ampi consensi dalla stampa internazionale
Ad aver conquistato i critici sembra essere stata la capacità del regista di adattare l’immaginario della letteratura greca al suo peculiare modo di fare cinemaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Sono appena una manciata i giorni che ci separano dall’evento cinematografico più atteso della stagione estiva e che, senza alcun dubbio, è destinato a confrontarsi con le uscite più chiacchierate dell’anno. Stiamo parlando, ovviamente, di "Odissea", l’atteso ritorno in salsa kolossal di Christopher Nolan che, investendo nel suo progetto più tecnologicamente avanzato e tra quelli dal budget più elevato della sua carriera, ha voluto scommettere sul ritorno in sala dell’epica omerica, con uno sguardo e una prospettiva più vicini ai gusti del pubblico contemporaneo.
Con debutto fissato al 16 luglio, forte di un cast stellare che include Matt Damon, Anne Hathaway, Tom Holland, Zendaya e Robert Pattinson, il titolo ha fatto discutere, oltre che per gli straordinari valori produttivi, anche per le presunte incongruenze con le fonti storiche e per la scelta di interpreti che, secondo alcuni, non corrisponderebbero ai personaggi descritti da Omero nella sua opera.
Le critiche sono state sostenute anche da Elon Musk, che avrebbe addirittura tacciato il progetto di wokeismo e di un opportunismo finalizzato a ottenere attenzioni particolari nella prossima stagione dei premi. Non si sono spente le polemiche neppure dopo l’uscita del «countdown trailer», che avrebbe addirittura ottenuto una ricezione online mai così negativa per un film di Nolan. Alle già citate lamentele si aggiungono quelle relative alla decisione di adottare un linguaggio americanizzato, stonando inevitabilmente, sotto certi aspetti, con l’epoca e la società rappresentate.
Sulla questione, il regista è tornato a esprimersi nella sua ultima intervista al Los Angeles Times, spiegando che si tratterebbe di una scelta ben ponderata, maturata già durante la stesura dello script e non condizionata, pertanto, da logiche di mercato orientate unicamente al guadagno. Con l’obiettivo di trasmettere appieno le emozioni del film attraverso un linguaggio immediatamente accessibile, Nolan ha dichiarato: «Volevo una lingua che avesse un significato emotivo, non soltanto intellettuale». Preparandosi poi a un esito inevitabilmente divisivo, ha aggiunto: «Forse sono stato ingenuo e magari questa decisione finirà per ritorcersi contro di me, ma desideravo un racconto più terreno. Per me era la soluzione più ovvia».
Anche la scelta del cast è stata dettata da questa prospettiva, ossia associare l’immagine di personaggi iconici come Ulisse e Penelope a volti immediatamente riconoscibili: «Sono personaggi mitologici, icone in un certo senso. Per questo volevo riunire il miglior gruppo possibile di attori: vedere volti familiari aiuta anche il pubblico contemporaneo a entrare più facilmente nella storia».
A sostegno di Nolan sembrano aver convinto appieno le proiezioni del film riservate alla stampa, che in breve tempo hanno raccolto impressioni entusiastiche da parte dei presenti. Ad aver conquistato i critici sembra essere stata la capacità del regista di adattare l’immaginario della letteratura greca al suo peculiare modo di fare cinema. In questo senso, Peri Nemiroff di Collider ha parlato, ad esempio, di «un autentico banchetto cinematografico»; David Ehrlich di IndieWire si è invece soffermato sull’ultima parte del racconto, sostenendo di avervi rintracciato il punto espressivamente più alto.
Tra gli altri critici, Simon Thompson ha parlato di «un esempio di cinema realizzato con assoluta precisione» ed elogiato il lavoro del cast, citando Matt Damon per aver offerto una delle migliori interpretazioni della sua carriera. Non poteva mancare, inoltre, il giudizio di Variety che, in modo semplice e diretto, ha descritto il film come «un kolossal spettacolare».
Inevitabilmente, le anteprime stampa sono state anche l’occasione per sentire il cast raccontare le proprie esperienze sul set. In una puntata del podcast Happy Sad Confused, Zendaya, interprete della dea Atena, ha accennato agli imprevisti riscontrati durante il suo primo giorno sul set, trovandosi a gestire il freddo dell’Islanda e l’ansia di recitare per la prima volta sotto la direzione di Nolan: «Conoscevo benissimo le battute e volevo essere pronta, forse mi ero caricata un po' troppo di aspettative. Faceva un freddo incredibile. Eravamo in Islanda e avevo la bocca completamente congelata. Non usciva niente. Non riuscivo proprio a muoverla. Le parole venivano fuori come un incomprensibile bla bla bla. È stato davvero imbarazzante».
Per fortuna, l’esperienza maturata al fianco di alcuni dei migliori cineasti in circolazione l’ha aiutata a smorzare presto la tensione: «Quando ti trovi in una situazione del genere devi imparare a mettere da parte l'emozione e concentrarti sul lavoro. Ma ero davvero felice di essere lì e desideravo dare il massimo».
