Grazia Deledda torna a vivere ad Alghero
Un evento nel centenario del Nobel: la grandezza di un’opera non si misura soltanto nel tempo in cui viene scrittaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Ricordare Grazia Deledda nel centenario del suo Premio Nobel e a novant’anni dalla scomparsa, non con convegni accademici o commemorazioni ufficiali, ma attraverso la voce di una donna, le note di un flauto e le immagini dei paesaggi selvaggi che fecero da sfondo alle storie più intense della grande scrittrice nuorese. Si chiama “Grazia Deledda – Donne da Nobel” ed è il concerto letterario ideato dall’Associazione Salpare che ha debuttato ieri sera, in prima nazionale, nella Sala Convegni de Lo Quarter ad Alghero.
L’evento, patrocinato dal Comune e dalla Fondazione Alghero, ha visto sul palco due artiste. Neria De Giovanni, scrittrice e critica letteraria di lungo corso, che ha dato voce e corpo ai monologhi tratti dalla sua opera “Donne di Grazia”, pubblicata nel 2021 per i 150 anni dalla nascita di Deledda. La maestra Elisa Ceravola, invece, ha accompagnato ogni lettura al flauto traverso con brani tratti dalla tradizione musicale sarda e dal repertorio internazionale. Un connubio in grado di far rivivere sul palco l’intensità delle protagoniste femminili dei romanzi deleddiani: Annesa, la tormentata giovane de “L’edera”; Marianna Sirca, fiera e contraddittoria nell’omonimo romanzo; Olì, la figura dolente di “Cenere”; Maria Maddalena, il cuore pulsante de “La madre”; Cosima, alter ego letterario della stessa Deledda nell’autobiografia postuma che porta il suo nome. Donne sarde, donne universali, che Neria De Giovanni ha scelto, studiato e reinventato in monologhi capaci di restituire la complessità psicologica e la forza morale che ne fanno personaggi ancora vivi e contemporanei.
«Ho voluto far parlare queste donne in prima persona», spiega De Giovanni, «perché Deledda le ha create con una profondità rara e meritano di essere ascoltate direttamente, senza filtri. Ogni monologo nasce da una lettura attenta dei romanzi, cercando il punto di vista interiore di ciascuna protagonista. Sono donne che soffrono, che scelgono, che resistono. E in questo sono straordinariamente vicine a noi». A rafforzare l’immersione narrativa contribuiranno anche le immagini proiettate in video durante ogni monologo. I luoghi della Sardegna dove i romanzi sono ambientati, poi, offriranno uno sfondo visivo che completerà l’esperienza sensoriale del concerto letterario. «La data scelta, poi, la settimana di Pasqua» prosegue De Giovanni, «non è casuale ma simbolica, coerente nel richiamare temi importanti come la colpa, il sacrificio, la redenzione e il senso del sacro che percorrono l’intera opera deleddiana».
Alghero, città di mare e di cultura aperta agli scambi, è stata la cornice ideale per una prima che ambisce a viaggiare lontano. L’Associazione Salpare, infatti, ha già annunciato che il concerto, dopo il debutto algherese, sarà ospitato in diverse località della Sardegna e nazionali, con un calendario che verrà reso noto a breve. Un progetto itinerante, dunque, che porta la letteratura nei territori, che esce dalle biblioteche e dalle aule universitarie per farsi incontro con il pubblico più vasto.
Nel centenario del Nobel, assegnato a Deledda del 1926 come prima e ancora unica scrittrice italiana a riceverlo, un’iniziativa come questa ricorda che la grandezza di un’opera non si misura soltanto nel tempo in cui viene scritta, ma nella capacità di tornare a sorprendere, commuovere e interrogare. E quella capacità, nei personaggi femminili di Grazia Deledda, non si è mai esaurita.
