Gaia Satta presidente del Mensa: «Non solo persone ad alto potenziale, la nostra una realtà in movimento»
La graphic designer cagliaritana a capo dell’associazione che raccoglie chi rientra nel 2% della popolazione con il più alto quoziente intellettivoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Prima la curiosità personale, poi il test, un coinvolgimento sempre più intenso nelle attività fino a ruoli operativi: segretaria regionale lombarda e, oggi, presidente.
Trentanove anni, cagliaritana, graphic designer, Gaia Satta presiede oggi il Mensa Italia, l’associazione che raccoglie chi rientra nel 2% più alto della popolazione per capacità cognitive. Ed è con questa carica che a fine marzo ha partecipato al suo primo convegno nazionale appunto da presidente. «Vengo da Cagliari dove ho vissuto lì per i primi vent’anni della mia vita, ho studiato lì – spiega -. Anche se mi sono dovuta trasferire a Milano per lavoro, torno spesso a trovare la mia famiglia, che è ancora tutta là». Dal primo novembre scorso è presidente del Mensa: «Fuori dagli eventi significa qualche ora al giorno tra mail, organizzazione, regolamenti, problemi da prevenire o da arginare», racconta. «È un lavoro più burocratico rispetto a quello che facevo prima, ma non per questo meno stimolante. Anzi».
Nato in Gran Bretagna nel 1946 e attivo in Italia dal 1983, il Mensa è accessibile attraverso un test standardizzato di logica. Ad oggi vanta oltre 150.000 soci in 100 Paesi in tutto il mondo mentre la federata Mensa Italia circa 2.500 soci. Ma fermarsi al dato numerico sarebbe riduttivo e lo dimostra il convegno di Genova, che si è tenuto dal 27 al 29 marzo e a cui hanno partecipato centinaia di persone arrivate da tutta Italia con una caratteristica comune, ma non così scontata da raccontare: un alto quoziente intellettivo. Una realtà articolata: accanto agli incontri divulgativi, come la conferenza sulla robotica, il programma proponeva giochi, contest, tavoli di discussione, laboratori e momenti conviviali. A Genova, per Satta, il convegno è stato insieme debutto e prova generale. «È stato molto bello, ma con questa ombra di stress per cui mi sentivo più coinvolta», ha spiegato. «Me lo sono goduto un po’ meno dal punto di vista del relax, perché tante persone mi chiedevano tante cose e ho avuto in programma diversi incontri con il Consiglio. Però è stato bellissimo rivedere tutti. Ed è stato anche emozionante: era il mio primo evento da presidente».
Il convegno nazionale, spiega Satta, resta un appuntamento centrale. «È uno dei tre eventi più importanti della vita associativa. Nel cuore dei soci è rimasto quello a cui non si può mancare: quello in cui ti aspetti di incontrare più persone, fare più networking e vedere anche qualcosa di un po’ più istituzionale». Ma, precisa, non è un evento che “detta la linea”. Piuttosto la fotografa. «Non definisce quello che sarà, ma interpreta il momento che stiamo vivendo. E soprattutto permette ai nuovi soci di vedere davvero uno spaccato dell’associazione».
La fotografia che emerge oggi, secondo la presidente, è quella di una realtà in movimento. «È un ambiente che pullula di persone che vogliono fare cose, che propongono idee, e bisogna dare loro direzioni e strumenti». Con un elemento particolarmente incoraggiante: «Quello che vediamo di più è che aumentano i giovani. È un trend che c’è da qualche anno e che speriamo continui». Tra gli obiettivi del nuovo direttivo c’è soprattutto un lavoro di semplificazione interna. «Stiamo cercando di rendere le cose più chiare e più fluide. Avere linee guida definite non significa complicare, ma facilitare: quando gli strumenti sono chiari, diventa più semplice per tutti proporre e organizzare». Accanto a questo c’è un altro fronte: l’apertura internazionale. «Uno dei prossimi passi è spingere di più sulla partecipazione internazionale, creare più partnership e più occasioni di incontro».
(Unioneonline/D)
