Andrea Parodi, l’eredità continua: la musica sarda vola a Parigi
L’evento all’Istituto italiano di Cultura della capitale francese. Sul palco Elena Ledda, Mauro Palmas, Gigi Marras, i Tazenda e Alberto BertoliPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
A vent’anni dalla scomparsa di Andrea Parodi, la sua musica non si ferma ai confini dell’isola che tanto amava, ma vola fino a Parigi. Dopo il “Concerto per Andrea” a Cagliari dello scorso 30 aprile, e prima del Premio Parodi, che si terrà in ottobre, il 21 maggio l’Istituto Italiano di Cultura della capitale francese ospiterà “Andrea Parodi, voix de l'île, voix du monde”, uno degli appuntamenti più attesi di un anno ricchissimo di eventi dedicati al cantautore, quella voce straordinaria che nell’anfiteatro romano di Cagliari nel 2006 cantò per l’ultima volta, lasciando nell’aria una voce che è diventata leggenda.
Sul palco parigino, saliranno Elena Ledda, Mauro Palmas, Gigi Marras e i Tazenda, insieme ad Alberto Bertoli, figlio del celebre cantautore Pierangelo. Una famiglia musicale, prima ancora che un cast artistico. «È bello raccontare la musica che esce dall’isola», racconta Valentina Casalena, moglie del cantante e presidente dell’Associazione Andrea Parodi. «Tutti insieme per far conoscere la musica di Andrea, per raccontarne l’anima e per portare la musica sarda nel mondo». Casalena, che è anche insegnante, tiene particolarmente a sottolineare la natura pedagogica e il valore della kermesse che accoglie questo concerto. «Il festival di Parigi nasce per il pubblico delle scuole superiori ed è per questo che mi sta a cuore in modo speciale. Vuole sottolineare l’importanza della musica nella formazione dei giovani e, nello specifico, di quella italiana e del cantautorato, quel territorio di confine meraviglioso che sta tra la poesia e la melodia». Sempre a Parigi, poi, verrà proiettato un estratto in fase di sviluppo di un documentario, che il giovane regista cagliaritano Alberto Marras sta girando sulla vita di Parodi. «Un film che si preannuncia come un viaggio nell’uomo oltre che nell’artista», spiega Casalena, «uno sguardo nuovo e necessario su una figura che ha segnato la storia della musica italiana». Il 22 maggio sarà invece il Piemonte a raccogliere il testimone. Al Teatro Fassino di Avigliana, in occasione del Valsusa Filmfest, andrà in scena “La voce dell’anima sarda: ricordo di Andrea Parodi”, condotto da Enrico Deregibus, con interventi del figlio primogenito Luca Parodi.
Le celebrazioni, però, non guardano solo al passato. Il 9 maggio si è chiuso il bando per la nuova edizione del Premio della Fondazione Andrea Parodi e ora l’attesa cresce per scoprire chi raccoglierà il testimone di una tradizione che, anno dopo anno, continua a offrire opportunità concrete ai nuovi protagonisti della world music. È questa, in fondo, la cifra più autentica dell’eredità di Andrea Parodi, «non la nostalgia, ma la proiezione in avanti», sottolinea Casalena, «il suo ruolo nel connettere le sonorità sarde con i percorsi della musica internazionale non è rimasto congelato nel tempo, ma continua a germogliare, a Cagliari come a Torino, a Parigi come ovunque nel mondo qualcuno abbia voglia di ascoltare una voce che veniva dall’isola e parlava a tutti».
