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Approfondimento

Cagliari, il lungo viaggio di João Pedro Geraldino dos Santos Galvão

Il miglior realizzatore della squadra e uno dei simboli nella stagione del Centenario
joao pedro e nainggolan (foto m solinas)
Joao Pedro e Nainggolan (Foto M. Solinas)

Solo cinque mesi fa sembrava essere finito ai margini del progetto, oggi c’è dentro sino al collo. Grande protagonista, addirittura il miglior realizzatore della squadra. Uno dei simboli nella stagione del Centenario. Sliding doors. La dolce rivincita di João Pedro Geraldino dos Santos Galvão (o più semplicemente Joao Pedro) oltre la porta scorrevole del destino. Sempre nel segno del Cagliari che sogna a occhi aperti l’Europa grazie alle sue prodezze. Anche se poi, più che una rivincita, è una favola che ha tanto ancora da raccontare.

JOAO DA SELEÇAO - Undici gol (di cui due su rigore) nelle prime diciassette giornate. In Serie A solo il capocannoniere del torneo Ciro Immobile (diciassette) e l’interista Romelu Lukaku (dodici) hanno fatto meglio del brasiliano che ha segnato più di Cristiano Ronaldo (dieci) ed è a soli due centri dal record personale raggiunto quattro stagioni fa in B, sempre con la maglia rossoblù. Il top, insomma, a certi livelli. E in Brasile se ne parla, e tanto pure, per quanto la concorrenza sia altissima. Non abbastanza agguerrita, però, visti i numeri. Nessun attaccante in orbita Seleçao, infatti, ha lo stesso rendimento del rossoblù in campionato: Neymar del Paris Saint Germain e Gabriel Jesus del Manchester City sono entrambi a quota 8, Roberto Firmino del Liverpool a 6, Willian del Chelsea addirittura a 4. “Il mio grande sogno nel cassetto resta quello di vestire un giorno la maglia della Nazionale”, ha ribadito anche di recente Joao. Un sogno o un obiettivo? Al momento le gerarchie sembrano abbastanza definite e blindate. Certo, se Joao dovesse continuare con questo ritmo, anche il commissario tecnico Adenor Leonardo Bacchidovra non potrà fare a meno di prenderlo in considerazione. Questione di gol. E di testa, come è solito mimare con l’indice lo stesso JP10 ogni volta che gonfia la rete.

Joao Pedro (Foto M. Solinas)
Joao Pedro (Foto M. Solinas)

GOL A RAFFICA - Tempo al tempo. Intanto Joao Pedro fa la felicità del Cagliari, dove è arrivato quasi per caso nell’estate del 2014. Intuizione dell’allora direttore sportivo rossoblù Francesco Marroccu (oggi ds del Genoa) che lo acquistò dai portoghesi dell’Estoril Praia in cambio di Matias Cabrera. Colpo doppio per il neo presidente Tommaso Giulini, che aveva rilevato la società da pochi mesi. Oltre a liberarsi della meteora uruguaiana, infatti, aveva messo le mani su uno dei giocatori più longevi nella storia del club. E, soprattutto, più prolifici. Joao è addirittura il sesto marcatore di sempre per quanto riguarda i gol in campionato con 48 perle alle spalle dell’irraggiungibile Gigi Riva (164), David Suazo (94), Gìgi Piras (87), Roberto Muzzi e Mauro Esposito (entrambi 58). Numeri da bomber, per lui che bomber non è. Sino alla scorsa stagione la sua collocazione in campo era, infatti, un enigma. Ancora oggi non è solo un centrocampista e non è solo un attaccante, è un mix tra il trequartista classico e la seconda punta. Ma il vestito che gli ha cucito su misura Rolando Maran gli ha permesso di avvicinarsi alla porta avversaria e sfruttare così anche l’istinto realizzativo, senza comunque perdere il genio, l’altruismo tecnico/tattico (la giocata in verticale resta uno dei suoi marchi di fabbrica) e lo spirito di sacrificio. Svaria per tutto il campo senza mai tirare il fiato e continua a essere uno dei più incisivi anche in fase difensiva. Magie e lavoro sporco, insomma. Non a caso tutti i compagni, proprio tutti, stravedono per lui.

CAGLIARI NEL DESTINO - "A Cagliari mi sento a casa", dice e ripete ogni volta che ne ha l'occasione. Aveva appena compiuto 18 anni quando lasciò l’Atletico Mineiro per cercare gloria lontano dal Brasile. A vuoto il primo tentativo in Italia, a Palermo, dove in compenso trovò l’amore, Alessandra, dalla quale ha avuto due figli, André ed Elisabetta. Anonima anche la prima parentesi portoghese, con il Vitoria Guimaraes. Quindi 6 gol in 15 gare con il Peñarol in Uruguay. Il ritorno in Brasile col Santos, poi ancora Portogallo con l’Estoril Praia, ultima tappa prima dell’arrivo a Cagliari dove finalmente ha disfatto la valigia. Cinque anni e mezzo tutti d’un fiato, tra campionato e Coppa Italia ha giocato 172 partite segnando 50 gol e lasciato un’impronta, sempre, comunque. Un Joao così forte, però, non si era mai visto.

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