SPORT - CALCIO

Il comunicato

Caos Arzachena, tra dimissioni e stipendi non pagati. I giocatori alzano la voce

Dopo l'addio di Fiorini, i calciatori prendono posizione sulla difficile situazione del club
arzachena giocatori in allenamento (dal sito ufficiale)
Arzachena, giocatori in allenamento (dal sito ufficiale)

A 5 giorni dalle dimissioni di Fiorini dalla presidenza dell'Arzachena e a 6 dalla scadenza del termine per l'iscrizione a campionato di Serie C, se il territorio, istituzioni e imprenditori, tacciono, ci pensano i giocatori ad alzare la voce.

Attraverso un comunicato pubblicato in esclusiva da TuttoMercatoWeb.com, Bonacquisti e compagni intendono fare chiarezza sulla situazione, lamentando alcune mensilità arretrate ma augurandosi che, alla fine, il club resti tra i professionisti.

"In relazione alle notizie uscite sui quotidiani regionali e nazionali, intendiamo come tesserati e dipendenti dell'Arzachena calcio far sentire la nostra voce - recita la nota emessa in giornata -. Si tratta di un atto necessario e finalizzato alla salvaguardia dei nostri diritti costituzionalmente garantiti, ma, soprattutto per cercare di spronare chi ci circonda in un atto d'amore verso questa città e questa squadra".

L'Arzachena - prosegue il comunicato - rappresenta per i cittadini un motivo di vanto, in quanto mantenere una squadra in Serie C per tutto questo tempo è al giorno d'oggi un lusso che tante realtà più blasonate non riescono a conquistare. Dobbiamo percepire ancora le mensilità di marzo, aprile, maggio e non confondiamo la A con la C, il divario tecnico, tattico ed economico è abissale in quanto tanti di noi non arrivano neanche a percepire uno stipendio di un operaio".

Dunque un passo indietro all'ultima stagione culminata con una sofferta salvezza al secondo anno tra i professionisti: "Veniamo da un'annata dura e faticosa dove l'impegno della squadra è stato lodevole, in quanto si è chiuso un campionato con un budget risicato, alla salvezza matematica senza passare per i playout, dando la possibilità a tanti giovani di mettersi in mostra. Vogliamo stringerci ancora a quei pochi ma fantastici tifosi che non ci hanno mai fatto mancare il loro apporto, in casa e in trasferta, capendo tutte le difficolta logistiche che purtroppo la nostra terra ci impone".

Infine, l'appello: "Dopo il Cagliari Calcio, la nostra terra ha solamente Arzachena e Olbia, non lasciamoci sfuggire l'opportunità di mantenere a livello professionistico tutte queste realtà. Lo dobbiamo a noi stessi, alle nostre famiglie, ai nostri meravigliosi tifosi e ad una città intera".

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