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la storia

Emanuela, da Cagliari a Milano per realizzare il sogno della musica

In arte Edwige, la sua prima canzone l'ha scritta da bambina, per il suo cane. Adesso, lontana centinaia di chilometri da casa, Emanuela Mereu ha ritrovato nella musica un appiglio e un senso
emanuela mereu in arte edwige (instagram)
Emanuela Mereu, in arte Edwige (Instagram)

Se vi capita di girare per Porta Genova o in zona Giambellino, a Milano, forse potete incontrare una ragazza con l'accento sardo, i capelli corti, il ciuffo biondo e gli occhialoni. E forse potete fare due chiacchiere su Battiato, Freud, o su una delle sue canzoni.

Lei è Emanuela Mereu, 25enne cagliaritana che due anni fa ha lasciato la sua Sardegna per studiare, sì, ma anche per inseguire un sogno. Quello della musica. E ci sta riuscendo. Con il suo nome d'arte, Edwige, è sulle principali piattaforme musicali, Spotify e YouTube, con brani dal gusto indie ed electro-pop.

Tutto è partito un giorno di settembre 2017. Dopo la laurea triennale a Cagliari, Emanuela, attirata dalla specialistica in Psicologia del marketing e comunicazione all'Università Cattolica, ha deciso di trasferirsi a Milano. Era completamente sola ma si sa, di questi tempi basta saper usare i social e se ne possono anche trarre dei vantaggi.

Lei, un po' spaesata nel monolocale che ha preso in affitto, ci è riuscita leggendo un post su Facebook in cui si pubblicizzava una serata in un locale. Ha risposto a quel messaggio e in un attimo ha conosciuto decine di persone. Con cui ha portato avanti la sua passione.

Milano è la sua prima esperienza fuori casa?

"Direi di sì. Avevo già fatto esperienze all'estero, su tutte un Erasmus a Valencia, ma non mi ero mai trasferita in un'altra città con la prospettiva di starci anni. Ero molto attratta dal panorama musicale milanese e in un attimo mi ci sono trovata catapultata dentro. Ho cominciato a frequentare il Rocket e i circoli Ohibò. E la musica, grazie alle persone con cui sono entrata in contatto, è tornata a essere parte della mia vita".

(foto Instagram)
(foto Instagram)

In che senso "tornata"?

"Perché mi è sempre piaciuta. Fin da piccola ho studiato canto, batteria e chitarra. E ho scritto: la mia prima canzone l'ho scritta per il mio cane, quando me l'hanno rubato. Poi ho lasciato perdere e mi sono data all'altra mia grande passione, il calcio. Ma ho sempre continuato a scrivere. E adesso, a distanza di anni, ho ripreso in mano gli strumenti. E soprattutto ho incontrato due persone molto importanti. Vittorio Belvisi e Giovanni Carnazza, il mio compositore e produttore".

Cosa la spinge a scrivere?

"Dipende, mi faccio guidare da uno stato d'animo. La mia ultima canzone, 'Dejasempre', è molto intima. Racconto una mia situazione personale e il mio rapporto con Milano. A volte sono anche più leggera, come in 'Guacamole', in cui parlo del mio modo di vedere i miei coetanei. Tutti apparentemente in grado di imparare qualcosa con un semplice tutorial di YouTube. 'Di fare gli chef con il guacamole'".

Quali sono le sue influenze musicali?

"Per quanto riguarda la musica italiana sicuramente Franco Battiato e Nada. Poi mi piace molto la musica francese, spagnola, inglese".

Nel contesto musicale di oggi dove si inserisce?

"Quello che sto cercando di fare è slegarmi dalle influenze culturali. Non mi interessa tanto cavalcare l'onda ma sperimentare nuovi generi, nuovi stili. Credo che la gente riesca a capire cosa c'è dietro. Ho già cantato dal vivo, per esempio a Roma e Milano. Mi ha stupito una volta vedere decine di ragazzi cantare con me, conoscere a memoria i versi delle mie canzoni. È stato molto emozionante e mi ha dato la spinta per continuare a lavorare a un album di cui presto potrò dire qualcosa in più".

E la Sardegna?

"Mi manca molto, mi manca la mia famiglia, il mare, i miei nipotini. Ma sento che il mio posto ora è qui".

Angelica D'Errico

(Unioneonline)

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