Caso 41 bis, Deidda (Fdi): «I sardi hanno ignorato la chiamata alla mobilitazione di Todde»
Erano 200 le persone in piazza secondo il deputato sardo: «I cittadini non si sono lasciati incantare»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
I sardi hanno «ignorato» e «rifiutato» la chiamata alla mobilitazione contro il 41 bis di Alessandra Todde.
Così il deputato sardo di FdI Salvatore Deidda, che parla di «200 persone» presenti al corteo a Cagliari.
«Esprimiamo pieno rispetto per chi scende in piazza e manifesta, a prescindere dai numeri. Che fossero i 200 presenti, i 20 o i duemila dichiarati dagli organizzatori, un dato politico emerge con chiarezza: la chiamata alla mobilitazione della presidente della Regione è stata ignorata e rifiutata dai cittadini. I sardi non si sono lasciati incantare da questo allarme sociale sulle cosiddette 'servitù carcerarie'», dichiara il presidente della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera.
Il parlamentare sposa le parole del ministro Nordio, che «confermano quanto sosteniamo da tempo», in quanto la presenza di detenuti al 41 bis nell’Isola non è una novità: «A Nuoro il reparto è stato approvato dal governo Conte con il Pd, così come gli altri reparti negli istituti sardi sono frutto di decisioni prese da vari Governi precedenti, compresi quelli di cui la presidente Todde faceva parte. Serve maggiore sobrietà ma soprattutto correttezza istituzionale».
Todde fa bene a chiedere concertazione, conclude Deidda, ma «sbaglia nel trattare la materia come se fosse ancora all’opposizione in piazza», dovrebbe piuttosto «far valere le sue istanze nei tavoli istituzionali». E, soprattutto, «deve ricordare che quanto votato in Parlamento produce effetti negli anni a venire; non si può far finta di niente solo perché è cambiato il proprio ruolo da parlamentare a presidente di Regione».
(Unioneonline)
