POLITICA

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La Camera approva la fiducia al governo Conte

321 sì, 259 contrari e 27 astenuti: "Qui a testa alta, sempre agito per il bene", ha detto il premier

Con 321 sì (sei voti oltre la maggioranza assoluta pari a 315), 259 contrari e 27 astenuti, la Camera ha accordato la fiducia al governo Conte.

Un voto piuttosto scontato, quello di oggi a Montecitorio, mentre domani a Palazzo Madama può succedere di tutto, visto che la maggioranza viene data oscillante, al momento, fra 151 e 157 voti, a seconda delle scelte dei singoli e delle trattative delle ultime ore.

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"In quest'aula il 9 settembre 2019 - ha scandito il premier Giuseppe Conte nel suo discorso alla Camera - prefigurai un chiaro programma per il Paese. Già allora ero consapevole di un'alleanza fra formazioni politiche provenienti da storie, culture politiche diverse. Due le discriminanti: i valori costituzionali e la solida vocazione europeista del nostro Paese. Io stesso mi impegnai per un progetto politico che segnasse una nuova risolutiva stagione riformatrice, capace di coniugare crescita economica, rilancio e modernizzazione".

"L'URAGANO DELLA PANDEMIA" - "Poi ci siamo misurati con l'uragano della pandemia - ha proseguito -. Stiamo affrontando una sfida di portata epocale, misurandoci con esigenze di ricostruire una società segnata da paure primordiali e legate al rischio di perdere beni essenziali come vita e salute. Molte le certezze poste in discussione, con la politica costretta a misurarsi come mai in passato con scienza, tecnica, nella difficoltà di offrire risorse rapide anche contro una severa recessione economica".

"In questi mesi così drammatici questa maggioranza ha dimostrato grande responsabilitò, mostrando convergenza di vedute e risolutezza di azione anche nei passaggi più critici. Con una leale collaborazione a tutti i livelli, anche regionali e comunali".

"A CIASCUNO LE SUE VALUTAZIONI" - "Abbiamo fatto le scelte migliori? Preso le decisioni più giuste? Ciascuno farà le proprie valutazioni. Abbiamo operato delicati bilanciamenti negli interessi costituzionali e nella consapevolezza delle conseguenze di immane portata per i singoli e per la comunità".

"Se posso parlare a testa alta non è per l'arroganza di chi ritiene di non aver commesso errori ma è per la consapevolezza di chi ha impegnato tutte le proprie emergie fisiche e intellettive per offrire tutta la migliore protezione possibile alla comunità nazionale".

"RILANCIO DELLA CRESCITA" - "Da subito ci siamo impegnati per un deciso rilancio della crescita, più attenzione a investimenti privati, costruzione e rafforzamento delle competenze. E la risposta è visibile, fino alle misure adottate con la legge di bilancio 2021, ad esempio con i 21 miliardi a disposizione per la sanità". E poi l'assegno famigliare "che coinvolgerà da luglio 12 milioni e mezzo di bambini e ragazzi, per ridurre anche il carico di cura che ricade sulle donne".

"NO A RISPOSTE MEDIOCRI" - "Il programma è stato realizzato grazie alla dialettica fra forze politiche contrapposte, alla collaborazione di ciascuna forza politica. Ora però è il momento delle ragioni nobili e alte della politica, ragioni di chi muove l'impegno di chi crede che la politica sia servizio della comunità nazionale, come pensiero e azioni orientati all'uomo e alle sue aspettative, non al potere. Non possiamo offrire risposte mediocri come se nulla fosse accaduto. Dopo la pandemia nulla sarà come prima, il Governo deve essere all'altezza di questo compito".

"CRISI SENZA FONDAMENTO" - "Mi sento a disagio, oggi, nello spiegare ai cittadini una crisi di cui io stesso non avviso alcun plausibile fondamento - ha quindi chiarito il premier -. Le nostre risorse dovrebbero indirizzarsi alle necessità del Paese attanagliato dalla crisi pandemica. C'era davvero bisogno di aprire una crisi in questa fase? No". Il Paese "merita un governo coeso, ora si volta pagina", ha ancora chiarito.

"CONCRETO PROGETTO DI RIFORMA" - "Ci vuole un concreto progetto di riforma non più rinviabile", ha quindi chiarito ricordato i pilastri della strategia nazionale e relativi ai settori più colpiti. "È un passaggio fondamentale per riacquistare fiducia da cittadini e imprese". Aggiungendo che il Recovery Plan italiano sarà un piano "largamente condiviso, uno sforzo collettivo di cui andare fieri".

"SISTEMA ELETTORALE PROPORZIONALE" - "Il governo, chiaramente nel rispetto delle determinazioni delle forze parlamentari, si impegnerà a promuovere una riforma elettorale proporzionale, quanto più possibile condivisa, che possa coniugare le ragioni del pluralismo con l'esigenza di assicurare stabilità al sistema politica", ha ancora aggiunto.

ALL'AULA - "Chiedo un appoggio libero e trasparente per concordare un patto di fine legislatura che si fondi sulla forza e nitidezza della proposta. Aiutateci a ripartire", l'appello ai parlamentari. "Questa alleanza può già contare su una solida base di dialogo alimentata da M5s, Pd, Leu, che sta mostrando la saldezza del suo ancoraggio e l'ampiezza del suo respiro. Sarebbe un arricchimento di questa alleanza poter acquisire contributo politico di formazioni che si collocano nella più alta tradizione europeista: liberale, popolare, socialista". Il premier ha poi chiarito di non avere intenzione di mantenere "la delega all'Agricoltura se non lo stretto necessario" e di volersi avvalere anche "della facoltà di designare un'autorità delegata per l'intelligence" di sua fiducia.

"A chi ha a cuore il destino dell'Italia dico: aiutateci. Io sono disposto a fare la mia parte, viva l'Italia", la conclusione.

(foto Ansa)
(foto Ansa)

LA REPLICA - "Dalle scelte che ciascuno in questa ora grave deciderà di compiere - ha poi aggiunto nella replica in Aula alla Camera - dipende il futuro del paese. Siamo chiamati a costruirlo insieme, è un appello trasparente, alla luce del sole, chiaro che propongo nella sede più istituzionale e rappresentativa del Parlamento".

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I VOTI - Per quanto concerne i voti, alla Camera Iv mostra crepe - dopo Vito De Filippo ieri anche Michela Rostan ha annunciato che voterà la fiducia - al Senato il gruppo di Matteo Renzi al momento tiene.

Nonostante, dunque, l'appello di Nicola Zingaretti e dei dem alle "forze democratiche, liberali e europeiste" ad un unità "per salvare il paese", i numeri soprattutto al Senato sembrano garantire, anche grazie all'astensione di Iv, una maggioranza relativa, che basta per tenere in piedi il governo ma non a risolvere i problemi.

"Il mio obiettivo non è mai stato cacciare Conte ma non sarò compartecipe di disegni mediocri, voteremo le misure che servono al paese ma non siamo in maggioranza", il chiarimento di Renzi impegnato a scrollarsi di dosso lo stigma di chi ha aperto la crisi al buio.

CRIMI (M5S) - "Pieno sostegno al presidente Conte - dichiara il capo politico M5S, Vito Crimi - l'Italia ha bisogno di una guida e di risposte ed è ciò che intendiamo continuare a fare, attraverso un rinnovato patto di governo. Non ci voltiamo indietro, andiamo oltre e torniamo a correre".

ZINGARETTI - "Bene Conte. L'appello ad andare avanti per cambiare. Patto di legislatura, apertura al coinvolgimento del Paese, priorità allo sviluppo per creare lavoro, alla difesa della salute, al rafforzamento del protagonismo europeo a cominciare da Next Generation Eu. Non fermiamoci ora. Dobbiamo ricostruire la fiducia. L'Italia ha diritto alla speranza, c'è una prospettiva da perseguire per il futuro": così il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

IL CENTRODESTRA - "Se Conte non ha i numeri le strade sono due - il commento del leader leghista Matteo Salvini -: o le elezioni oppure, se Mattarella ritenesse, il centrodestra ha progetti e poche cose da fare velocemente per tirare fuori il paese dalla pandemia". Secondo quanto si apprende da fonti della coalizione, il centrodestra ha presentato una risoluzione unitaria per respingere le comunicazioni del premier Conte in cui si evidenzia il fallimento del suo governo contro la pandemia sia da un punto di vista sanitario che economico.

LILIANA SEGRE - Fra i voti importanti a Palazzo Madama anche quello dei senatori a vita, con Liliana Segre che ha già annunciato la sua partenza per Roma "per essere pronta a fare il mio dovere". "Ho deciso di dare la mia fiducia al governo - ha specificato -, questa crisi politica improvvisa l'ho trovata del tutto incomprensibile. All'inizio pensavo di essere io che non riuscivo a penetrare il mistero. Poi però ho visto che quasi tutti, sia in Italia che all'estero, sono interdetti, increduli, spesso disgustati. Non riesco ad accettare che in un tempo così difficile vi siano esponenti politici che non riescono a fare il piccolo sacrificio di mettere un freno a quello che Guicciardini chiamava il particulare".

La diretta

(Unioneonline/v.l.)

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