POLITICA

Regione Sardegna

Crisi di Porto Canale, l'ordinanza del centro-sinistra in Consiglio

Tra le ipotesi, anche la costituzione di una Zona economica speciale per rilanciare lo scalo
porto canale (archivio l unione sarda artizzu)
Porto Canale (Archivio L'Unione Sarda - Artizzu)

Sempre più preoccupante la crisi per le attività e i posti di lavoro al Porto Canale di Cagliari.

Piero Comandini ha firmato, insieme ai diciotto esponenti del centro-sinistra in Consiglio regionale, una mozione urgente rivolta al neogovernatore Christian Solinas sull’aggravarsi del calo di attività dello scalo.

Il porto, a oggi ha subito una riduzione dell’80% del traffico generando uno stato di crisi delle attività e la forte preoccupazione tra i dipendenti che rischiano il licenziamento.

Le attività di funzionamento e gestione dell’intera struttura ruotano attorno a una forza lavoro di circa 700 posti di lavoro tra diretti, indiretti e indotto.

Da mesi i lavoratori e i sindacati sono preoccupati per la situazione di crisi che metterebbe a rischio un ingente numero di posti di lavoro.

La Cts ha annunciato il licenziamento di 16 dipendenti, i quali non potranno usufruire degli ammortizzatori sociali, mentre la Irtec ha iniziato un’operazione di salvataggio, attivando i contratti di solidarietà che scadranno a fine aprile 2019, per evitare il licenziamento di 40 dei 64 dipendenti.

Nella mozione, si chiede a Solinas un’immediata verifica e, attraverso l’apertura di un tavolo tecnico con tutte le parti coinvolte al processo produttivo del terminal, di mettere in campo tutte le strategie possibili, compresa l’attuazione di una fiscalità di vantaggio, rendendo operativa la Zona Franca e istituendo la Zona economica speciale, che consentano il rilancio e il potenziamento delle attività dello scalo, scongiurando così la perdita di un ingente numero di posti di lavoro.

(Unioneonline/F)

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