Meloni: «Siamo il governo più solido d’Europa, nel 2026 focus su sicurezza e crescita. Con Mattarella non sempre d’accordo»
La conferenza stampa di inizio anno della premier: «Con Trump d’accordo sul Venezuela, non sulla Groenlandia. Non farò mai un favore a Putin». Stoccata al generale Vannacci sull’UcrainaÈ durata quasi 3 ore, nell'Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, la consueta conferenza stampa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, organizzata dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti in collaborazione con l'Associazione della stampa parlamentare.
La premier ha risposto a 40 domande dei giornalisti su temi interni e internazionali. Ecco le sue dichiarazioni.
LA DIRETTA
«L’emigrazione di italiani questione prioritaria da affrontare»
«L'emigrazione di italiani è una questione che io considero una priorità, è un tema annoso per l'Italia che ha storicamente una forte emigrazione. Credo che la questione principale sia quella salariale, cioè la percezione che all'estero i salari possano andare meglio. Forse andrebbe fatto un ragionamento sui salari di primo ingresso. Poi c’è la questione del merito, la percezione è che dove puoi arrivare non dipende da quanto vali tu: è un tema reale e culturale che bisogna smontare, se non diamo la percezione che il tuo destino non è deciso in partenza, dalla famiglia e dalla città dove nasci, ma da quello che tu riesci a dimostrare, cambia la narrazione. Poi c'è chi fa un'esperienza all'estero che secondo me è utilissima ma sulle percentuali di rientro siamo sotto il 50% . Credo che una parte di questa emigrazione sia di chi va e poi trova una condizione buona perché gli altri sistemi sono molto capaci di trattenerli. Sicuramente è un focus che ho in testa».
«Evitato un aumento più consistente dell'età pensionabile»
«In Italia esiste una legge che impone di adeguare l'età pensionabile all'aspettativa di vita. In forza di quella legge, se noi non fossimo intervenuti, nel 2027 l'età pensionabile sarebbe aumentata di tre mesi. Noi siamo intervenuti per limitare questa previsione automatica e per portare quei 3 mesi a 1 mese e a zero per i lavori usuranti. Siamo intervenuti per evitare un aumento dell'età molto più consistente».
«Dei bambini non possono vivere in un bosco ma va bene nei campi rom?»
«Io penso che quando si tolgono dei bambini ai loro genitori si debba avere la certezza che quei bambini stanno meglio rispetto a come si trovavano con i loro genitori. Dovrebbero essere dei casi molto estremi perché se la questione diventa morale o ideologica abbiamo un problema: qualcuno mi deve spiegare perché non possono crescere dei bambini un in bosco, ma invece sì in un campo rom o a chiedere l'elemosina. Il nostro ordinamento lavora per aiutare la famiglia in difficoltà non per aggiungere un trauma che che è quello della separazione. Io ho chiesto a Nordio di avere un quadro complessivo di quanti siano i casi di minori sottratti alle famiglie, la cosa incredibile è che non esiste un monitoraggio, noi abbiamo una pdl di iniziativa del governo che istituisce anche un registri dei minori sottratti anche presso la presidenza del Consiglio in modo da capire se sia il caso di intervenire. Non escludo che ci possano essere in futuro altri interventi legislativi».
«Rapporti con Mattarella ottimi»
«I miei rapporti con il Quirinale, e con il presidente della Repubblica soprattutto, sono ottimi. Leggo spesso ricostruzioni di nervosismo, scontri, difficoltà. Io e il presidente della Repubblica non siamo sempre d'accordo, ovviamente, l'ha dichiarato anche lui, però c'è una cosa che per me fa totalmente la differenza: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, quando si tratta di difendere l'interesse nazionale italiano, c'è. Questo per me vale tutto, perché poter contare su un capo dello Stato che, soprattutto nel rapporto con l'estero, aiuta a rafforzare il ruolo dell'Italia e a difendere l'interesse nazionale, fa la differenza».
«Farò del mio meglio per arrivare alla fine della legislatura»
«Io credo che la stabilità sia di questo Governo sia dell'Italia in questo momento sia una precondizione fondamentale per fare molte altre cose e farò del mio meglio per garantire quella stabilità per arrivare alla fine della legislatura. Chiaramente finché ho una maggioranza solida che mi sostiene. Però il mio grande obiettivo è chiudere questa legislatura come l'ho iniziata. Non intendo dimettermi nel caso in cui gli italiani dovessero bocciare la riforma della giustizia con il referendum».
Fine vita: «Compito dello Stato non sia favorire il suicidio assistito»
«Io penso che il compito dello Stato non sia favorire percorsi per suicidarsi ma sia semmai cercare di ridurre al minimo la solitudine e le difficoltà di chi ha gravi patologie e delle loro famiglie ed è il lavoro che fa il governo con l'aumento dei fondi per le cure palliative e l'assistenza domiciliare ed è quello che il governo fa con il prossimo ddl sui caregiver familiari. Penso che il nostro compito sia quello di combattere la solitudine e e l'abbandono che fanno vedere il suicidio assistito come un'opzione. Sulle decisioni ci rimettiamo al Parlamento».
«Io al Colle? Non voglio salire di livello, mi basta il mio»
«Non so perché non mi proponente mai di andare a lavorare con Fiorello a pagamento, cosa che io vorrei fare. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella conferenza di fine anno interpellata su un suo futuro al Colle. Mi basta e mi appassiona quello che sto facendo. Se lo farò ancora nella prossima legislatura dipenderà dal voto degli italiani». Meloni ha spiegato di non ambire a salire di livello. «Mi faccio bastare il livello mio».
«Immigrazione, l'Italia ha fatto la differenza in Europa, sull’automotive problemi figli di scelte Ue che ho contestato. Rivedere il green deal»
«Il dossier sull'immigrazione è quello su cui l'Italia ha fatto totalmente la differenza. Credo che non sfugga a nessuno che negli ultimi tre anni la linea dell'Europa è stata totalmente ribaltata: al mio primo Consiglio europeo di immigrazione non se ne parlava e si parlava di redistribuire i migranti illegali che era impossibile fermare. Oggi leggendo i documenti che la Ue produce su questa materia si parla di dimensione esterna, di difesa dei confini, norme più efficaci per i rimpatri. Quindi ora il tema non è più quello di distribuire i migranti, ma di gestire la politica migratoria e di fermarla anche lavorando con i paesi di transito e di origine».
Parlando dei dossier su cui migliorare, la premier ha citato la partita del Green deal su cui «abbiamo ottenuto risultati importanti ma spero si possa fare di più continuando a privilegiare un approccio più pragmativo e meno ideologico. Sull'automotive i problemi sono figli di scelte che io ho contestato in particolare a livello europeo, che lavoro per correggere e che ora si cominciano a correggere. Se fosse stato per noi quel problema sarebbe stato mitigato».
«Diritto internazionale va difeso, non sono d'accordo con Trump»
«Su Trump ci sono molte cose sulle quali io non sono d'accordo, l'ho detto, ribadisco, penso per esempio che il tema del diritto internazionale sia invece qualcosa che va ampiamente difeso, penso che quando saltano le regole del diritto internazionale siamo tutti chiaramente molto più esposti e quindi sì, quando non sono d'accordo lo dico, ma lo dico a lui . Con Trump sono stata d'accordo sul Venezuela, non sono stata d'accordo sulla Groenlandia. Si chiama difendere il proprio interesse nazionale, perché gli interessi delle nazioni non si sovrappongono sempre perfettamente. Questa è la politica estera, questa è la geopolitica. Tutto il resto è buono per il gossip ma la politica, secondo me, non è gossip».
Tuttavia, sottolinea Meloni, «bisogna rafforzare l'appartenenza atlantica. Quale sarebbe l'alternativa? Prendere le distanze cosa significa: assaltare i McDonald, uscire dalla Nato, chiudere le basi americane?».
«Non vedo rischi per il Governo, siamo il più solido d'Europa»
«Non vedo rischi per la maggioranza che sostiene il mio Governo. Sono tre anni che sento dire che la maggioranza rischia, ma dopo tre anni di governo noi siamo forse il Governo più solido tra le grandi democrazie europee, tra i grandi Paesi europei. Siamo il governo più solido perché abbiamo la maggioranza più solida».
«Lavoro, i provvedimenti del governo incidono sul netto dei salari»
«Sul tema dei salari, quando l'Istat ci dà le serie storiche sui salari quello che si calcola è il lordo ma la maggior parte dei provvedimenti che noi abbiamo parato in questi anni incidono sul netto di busta paga. Dopodiché, ricordiamo anche che il tema dei salari, dell'erosione dei salari è un tema estremamente importante ma anche molto antico in Italia. Nei decenni precedenti abbiamo assistito a una progressiva erosione dei salari italiani, e quei salari hanno ripreso a crescere più dell'inflazione, sotto questo Governo. E segnatamente nell'ottobre del 2023».
«Crans-Montana non è una disgrazia, implacabili sulle responsabilità»
«Quello che è successo a Crans-Montana non è una disgrazia, è il risultato di troppe persone che non hanno fatto il loro lavoro o che pensavano di fare soldi facili, responsabilità devono essere individuate e perseguite. Leggo che esisterebbero dei video della responsabile del locale ripresa mentre scappava con la cassa e se questo è vero penso che si debba essere implacabili».
Ancora: «Quando sono usciti i primi video sono rimasta molto colpita dal fatto che alcuni di questi ragazzi rimanessero dentro il locale quando c'erano già le fiamme e non capivo perché. La cosa più intelligente l'ha detta una delle mamme, la musica continuava ad andare e avendo dei ragazzi molto giovani una soglia del pericolo più bassa della nostra non ha aiutato: perché non è stata fermata la musica? Perché non è stato detto ai ragazzi di uscire? Perché il sindaco non faceva controlli? Ci sono troppi perché che hanno prodotto la tragedia».
«Venezuela, la sinistra sempre dalla parte sbagliata della storia»
«Sperando che la situazione possa migliorare con Rodriguez, nelle piazze che si sono mobilitate contro l'intervento Usa in Venezuela si finge di non vedere in quale situazione versa il popolo venezuelano. Le mobilitazioni sindacali in particolare mi hanno fatto specie visto che in Venezuela tra le altre cose c'è una povertà dilagante. Mi stupisce - anzi non più - il mondo in cui la sinistra vive da sempre un mondo in cui la realtà si piega all'ideologia. Vedere italiani di estrema sinistra che spiegano agli esuli cosa vuol dire essere venezuelani è surreale. La risposta migliore l'hanno data i venezuelani che hanno riempito i social con la gioia e la speranza per il futuro. Questo mi interessa. Il giudizio di una sinistra che sta sempre da parte sbagliata della storia non mi interessa».
«Zes il modello per favorire gli investimenti in tutto il territorio»
«Se lei chiede a me quale considero il modello per sostenere gli investimenti, secondo me è quello della Zes unica del Mezzogiorno, su tutto il territorio nazionale».
«Piano Casa. 100mila alloggi a prezzi calmierati nei prossimi 10 anni»
«Con il Piano Casa, il nostro obiettivo è mettere in campo un progetto che possa arrivare a mettere a disposizione 100.000 nuovi appartamenti, case, a prezzi calmierati ragionevolmente nei prossimi dieci anni al netto delle case popolari».
«Crescita altro grande focus del 2026 insieme alla sicurezza»
«Il tema della crescita è l'altro grande focus per me in questo anno insieme alla sicurezza. Per valutare lo stato dell'economia reale il dato più significativo è l'occupazione che mostra dati incoraggianti, così come il potere d’acquisto. Segnalo inoltre che sono state riviste le stime di crescita del 2023 dallo 0,7% all'1%,: penso possa accadere anche per il 2024 e 2025. Cosa serve fare? Secondo me tre cose: continuare a sostenere l'occupazione, lavorare per abbassare i prezzi dell'energia e sostenere gli investimenti».
Ancora: «Il governo sta lavorando per abbassare i prezzi dell'energia, è un altro dei provvedimenti che punto a portare in uno dei prossimi Consigli dei ministri».
«Se ci sarà chiusura opposizioni in Parlamento, legge elettorale a maggioranza»
Sulla riforma della legge elettorale ci sono interlocuzioni con le opposizioni anche se non necessariamente al mio livello. Se ne sta occupando il Parlamento e spero in un'interlocuzione positiva e che non ci siano chiusure pregiudiziali, ma se c'è chiusura, deciderà il Parlamento a maggioranza».
«Tutti dovrebbero avere interesse a una legge elettorale che dia stabilità»
«Il tema non è solo fare una legge che garantisca, ovviamente, il rispetto del voto popolare, è anche fare una legge che garantisca una stabilità a chi dovesse vincere l'elezione. Questo non è mica solo un problema mio, anzi potrebbe essere un problema molto più significativo per l'opposizione, quindi io credo che tutti dovrebbero avere un interesse a fare una legge di questo tipo. E spero che ci possa essere un'interlocuzione positiva da questo punto di vista, che non ci siano chiusure pregiudiziali».
Ucraina, stoccata a Vannacci
«Ascolto tutte le valutazioni che arrivano dalla maggioranza. Ho letto anch'io di qualcuno che diceva, che auspicava che il Dl Ucraina non ottenesse i voti, non credo andrà così e come ho già detto lo considereremmo un sbaglio. Mi stupisce in particolar modo che l'ipotesi venga da un generale, i soldati sono quelli che capiscono quanto le forze armate siano fondamentali per costruire pace e non per fare la guerra».
«Macron ha ragione, è ora che l'Ue parli con la Russia»
«Salvini ha fatto una riflessione sui rapporti della Russia con l'Italia, come Macron l'ha fatto sull'Europa. In questo caso penso che Macron abbia ragione, credo che sia il momento in cui anche l'Ue parli con la Russia».
Ancora: «Se l'Europa decide di parlare con solo una delle due parti in campo temo che il contributo che può portare sia limitato. Il problema è chi deve farlo. Se noi facessimo l'errore di riaprire le interlocuzioni con la Russia e di andare in ordine sparso faremmo un favore a Putin. L'ultima cosa che voglio fare nella vita è un favore a Putin. Sono favorevole all'indicazione di un inviato speciale dell'Ue sull'Ucraina».
«Data del referendum, confermo 22-23 marzo»
Referendum sulla riforma della giustizia: «A norma di legge dobbiamo dare la data entro il 17 di gennaio, lo farà il prossimo Consiglio dei ministri: il 22 e 23 marzo è la data più probabile e mi sentirei di confermarla».
«Spesso le toghe rendono vano lavoro di forze dell'ordine e Parlamento»
«Se vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura, che è fondamentale in questo disegno. Cito due o tre casi dalla cronaca degli ultimi giorni. Escluso il caso del capotreno, ricordo il caso dell'imam di Torino. La polizia dimostra la sua pericolosità, il ministro ne dispone l'espulsione e l'espulsione viene bloccata. Lo scorso novembre una mamma ha ucciso il figlio di nove anni, era stata più volte denunciata per i pregressi tentativi di omicidio ma l'autorità giudiziaria aveva ritenuto di lasciarla a piede libero. Ad Acerra una persona è stata arrestata mentre sversava tonnellate di rifiuti nocivi, ma è stato rimesso in libertà dall'autorità giudiziaria. Posso citare decine di casi. Quando questo accade è vano il lavoro delle forze dell'ordine e del Parlamento. Un appello a lavorare tutti nella stessa direzione può fare la differenza».
«Sulla sicurezza risultati non sufficienti, nel 2026 si cambia passo»
«Noi abbiamo lavorato moltissimo sulla sicurezza, chiaramente gli anni di lassismo non sono facili da cancellare. I risultati per me non sono sufficienti, dunque questo è l'anno in cui si cambia passo e si fa ancora di più».
«Sono moltissime le iniziative che abbiamo varato - ha ricordato Meloni -. 30mila assunti tra le forze ordine, lo sblocco di investimenti fermi da molto tempo, il decreto sicurezza molto contestato dalle opposizioni che ora rivendicano sicurezza, la lotta alla mafia con 120 latitanti catturati, il lavoro fatto su Caivano».
«Tra i provvedimenti che stiamo studiando c'è anche quello sulle baby gang», ha aggiunto Meloni secondo cui «alcuni di questi provvedimenti cominciano a dare risultati: nei primi 10 mesi del 2025 i reati sono calati del 3,5%».
«Non escludo Italia in forza multinazionale a Gaza, è diverso dall’Ucraina»
«Confermo di non escludere la possibilità di una partecipazione italiana a un'eventuale forza multinazionale. Differentemente da quello che dicevo per l'Ucraina, in questo caso si può davvero fare una grande differenza. Chiaramente poi dipenderà dalle condizioni di sicurezza e dipenderà da quello che dice il Parlamento: credo che l'Italia oggettivamente non dovrebbe escludere niente della sua possibile partecipazione in questo quadro, chiaramente con l'obiettivo, che per noi rimane sempre lo stesso, che è costruire la prospettiva dei due Stati».
«Penso che per allontanare la guerra si debba stare con Kiev»
«C'è una fetta maggioritaria dell'opinione italiana che pensa che sia più facile difendere l'interesse nazionale facendo passi indietro in Ucraina, io penso che per allontanare la guerra bisogna stare al fianco dell'Ucraina e l' unico modo per la pace è la deterrenza. La parola deterrenza viene dal latino, il suo concetto è che devi essere abbastanza forte da far desistere il nemico dalla possibilità di attaccarti, E' la forza che costruisce la pace, questa è la mia lettura, chi ha una proposta diversa dalla mia penso sia legittimato ad averla senza dire che sia filo qualcosa».
«Salvini filo-putiniano? Non condivido»
«Non condivido il riferimento al veto 'filo putiniano' di Salvini, questa è una lettura che io considero di parte. Ho già detto in varie occasioni che i dibattiti all'interno della maggioranza, particolarmente su questo tema della Russia e dell'Ucraina, non si fanno tra 'filo russi' e 'filo ucraini', tra 'filo americani' o filo non so bene cosa. Io ho sempre pensato che i fili ce li abbiano i burattini e che i politici i fili non ce li hanno, quindi tendenzialmente se sono seri non devono essere filo niente».
Ucraina: «Non c'è oggi l’opzione dell’invio di truppe sul campo con ombrello Onu»
«Non c'è un opzione sul campo oggi con un ombrello delle Nazioni Unite e quello di cui si parla è una forza multinazionale nell'ambito della coalizione dei volenterosi per rafforzare la difesa ucraina. La ragione per cui non ritengo necessario l'invio di soldati è perché il principale strumento per le garanzie di pace è l'articolo 5 della Nato, quella è la principale forma di garanzia per l'Ucraina. Poi l'invio dei soldati può essere un'idea, io non contesto chi lo vuole fare, ma non lo considero necessario. Mi pareva che su questo ci fosse la quasi unanimità del Parlamento, ora leggo che qualcuno nel Pd ha cambiato, se così formalizzeranno una proposta in Parlamento».
«L'Italia presenterà una propria strategia sull'Artico»
«Entro la fine di questo mese il Ministero degli Affari esteri presenterà una strategia italiana sull’Artico, stiamo facendo la nostra parte. Sicuramente l'Europa deve continuare a lavorare in ambito Nato per una maggiore presenza della Nato nell'area artica, è quello che c'è scritto nello statement dei principali leader europei, è quello che c'è scritto anche nei documenti della Nato».
Groenlandia: «Non credo a un intervento militare Usa, non converrebbe a nessuno»
«Io continuo a non credere nell'ipotesi che gli Stati Uniti attuino un'azione militare per assumere il controllo della Groenlandia, opzione che chiaramente non condividerei, l'ho già messo nero su bianco, ma che credo non converrebbe a nessuno, non converrebbe neanche agli Stati Uniti d'America. Bisogna anche dire che allo Stato l'ipotesi di un intervento per assumere il controllo della Groenlandia è stata esclusa da Marco Rubio».
«Penso che l'amministrazione Trump con i suoi metodi diciamo un po' assertivi, molto assertivi, stia soprattutto ponendo l'attenzione sulla importanza strategica della Groenlandia e in generale dell'area artica per i suoi interessi per la sua sicurezza. Si tratta di una zona, di un'area nella quale come si sa agiscono molti attori stranieri e io continuo a credere che il messaggio che gli USA vogliono dare è che non accetteranno ingerenze eccessive di altri attori stranieri in un'area così strategica per la loro sicurezza e per i loro interessi».
«Ci occupiamo di Trentini fino a quando non riabbraccerà la madre»
«Il governo italiano si occupa della vicenda Trentini quotidianamente da 400 giorni, e come sappiamo non è l'unico. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali, politici, diplomatici e di intelligence e non smetteremo fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio. È molto doloro non potere riuscire a dare risposte nei tempi che vorrei».
«Saluto con gioia la liberazione degli altri italiani, io sono fiduciosa, voglio dire che il segnale dato dalla presidente venezuelana è nel senso della pacificazione e lo cogliamo e penso anche che possa rappresentare un elemento molto importante nella relazione tra l'Italia e il Venezuela», aggiunge Meloni.
«La conferenza è oramai di inizio anno, abbiamo una tradizione nuova»
«Ringrazio il presidente dell'Ordine dei giornalisti Bartoli, il presidente Signore della Stampa parlamentare per avere organizzato questa conferenza stampa che oramai è diventata di inizio anno, abbiamo insieme dato vita a una tradizione nuova». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aprendo quella che era la tradizionale conferenza stampa di fine anno.