Scuola commissariata, la Regione ribadisce: «No ai tagli del governo»
L’assessora Ilaria Portas: «Vogliamo mantenere le nostre 232 autonomie, si tenga conto della specificità della Sardegna e del suo territorio»Palazzo Chigi, nel riquadro Ilaria Portas
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«Ribadiamo il no ai tagli del Governo».
Così la Regione replica alla decisione dell’esecutivo nazionale di commissariare Sardegna, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria che non hanno ancora approvato i rispettivi piani di dimensionamento per il prossimo anno scolastico. Decisione a cui tutte e quattro le Regioni si sono opposte.
Oggi a Palazzo Chigi c’era l’assessora alla Pubblica Istruzione Ilaria Portas, assieme alla collega toscana Alessandra Nardini e ai presidenti di Emilia Romagna e Umbria Michele De Pascale e Stefania Proietti.
Nell’ultimo triennio nell’Isola «sono state già accorpate 36 autonomie» e «un ulteriore taglio di 9 istituti sarebbe stato deleterio per realtà già in sofferenza», spiega Portas, precisando che in questi mesi la Regione ha «cercato di riprogrammare la rete scolastica in accordo con territori e conferenze provinciali».
Portas ha evidenziato a Palazzo Chigi che la situazione territoriale, geografica, orografica della Sardegna e la sua fragilità relativa agli aspetti della mobilità, dello spopolamento e della connettività, rendano estremamente critico qualsiasi ulteriore taglio di servizi. Anche se la riorganizzazione non prevede la chiusura di plessi e il trasferimento di alunni, «l’assenza di un dirigente sarebbe un colpo durissimo per le scuole sarde che spesso già oggi registrano plessi in numero superiore a dieci e distribuiti in un territorio vasto e poco omogeneo».
In sostanza, conclude l’assessora, «abbiamo confermato al Consiglio dei Ministri la nostra volontà di mantenere le 232 autonomie scolastiche della Sardegna sottolineando quanto sia deleterio continuare a ragionare su una scuola basata solo su numeri e costi. Continueremo a lavorare per una scuola basata sulla qualità e non sulla razionalizzazione dei costi perché la nostra regione ha un forte bisogno di puntare sulla qualità e la permanenza dei presidi esistenti per garantire un futuro alle nuove generazioni e non peggiorare gli indici di spopolamento e abbandono scolastico. Sulla scuola è necessario investire, non tagliare».
(Unioneonline)
