Einstein telescope, patto Italia-Germania per battere l’Olanda
A Roma la firma dell'intesa con cui i due Paesi propongono la realizzazione di un doppio rilevatore di onde gravitazionali: uno in Sardegna, l’altro in SassoniaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
È un accordo. Definito «strategico» sul piano formale, ma operativamente viene vissuto come un’ipoteca sulla vittoria finale: Italia e Germania si candidano insieme, non più l’una contro l’altra, a ospitare l’Einstein telescope (Et), il rilevatore di onde gravitazionali di terza generazione per cui la Sardegna è in corsa con la miniera di Sos Enattos. Ieri a Roma la f irma. Per l’Italia c’erano la ministra Anna Maria Bernini e la governatrice Alessandra Todde; per la Germania gli omologhi dellaSassonia, Sebastian Gemkow e Michael Kretschmer (collegato in remoto). Presente anche il presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, Antonio Zoccoli.
Con l’intesa siglata, i due Paesi propongono di realizzare non più un impianto a forma di delta, come in una delle due opzioni progettuali, ma un doppio interferometro, cioè due strutture gemelle. A distanza e interconnesse. Una nella nostra Isola e l’altra nell’Alta Lusazia, in Sassonia. Così sarebbe la sconfitta dell’Olanda, la terza candidata per ospitare l’Et. Al momento, però, entrambe le configurazioni tecniche sono in piedi e valide.
Adesso i termini del patto italo-tedesco finiscono all’esame del Bgr, il Consiglio di rappresentanza governativa, a cui è assegnato il potere di decidere la localizzazione dell’Einstein telescope. Oltre a Italia e Olanda, ne fanno parte Belgio, Croazia, Francia, Grecia, Polonia, Spagna e Inghilterra. Germania e Austria sono Paesi osservatori. Il verdetto è atteso agli inizi del 2027.
Ha detto la ministra Bernini: «Einstein Telescope è una grande infrastruttura di ricerca e rappresenta un investimento strategico nel futuro della scienza fondamentale, nelle tecnologie avanzate e nella capacità dell’Europa di restare competitiva e attrattiva in un contesto globale in rapido cambiamento. La cooperazione tra Sardegna e Sassonia dimostra come territori diversi per storia, geografia e tradizioni possano lavorare insieme per costruire un futuro scientifico comune, fondato su eccellenza, apertura e fiducia reciproca». La presidente Todde ha parlato di «giornata cruciale dell’ambizioso percorso che abbiamo intrapreso con la candidatura del sito di Sos Enattos a ospitare l’Et. Fin dal primo momento non abbiamo inteso la candidatura della Sassonia come un ulteriore ostacolo sul nostro cammino. Al contrario, abbiamo colto la possibilità di unire le forze per arrivare insieme a un obiettivo che, peraltro, è auspicato anche dalla comunità scientifica. Lo stesso premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi (presiede il Comitato di esperti istituito dal MUR a sostegno della candidatura italiana) ha caldeggiato questa soluzione».
L’Et sarà mille volte più potente di Virgo, l’impianto di Cascina, in provincia di Pisa, dove nel 2015, per la prima volta il segnale di un’onda gravitazionale è arrivato sulla terra. Tanto che la scoperta venne premiata nel 2017 con il Nobel per la Fisica. L’ufficilizzazione dell’accordo è stata preceduta da un vertice informale tra i due Paesi.
