Approda in Aula la Finanziaria 2026, si cerca l’intesa ma l’opposizione sgomita: «Manovra senza identità»
Parte la discussione in Consiglio: tra sanità e fondi ai comuni, il dibattito si annuncia complicatoIl Consiglio regionale della Sardegna (Ansa)
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Approvare la manovra finanziaria in tempi brevi, per poi passare subito alla variazione di bilancio, questo l’obiettivo della Giunta di Alessandra Todde: comincia domani nell'Aula del Consiglio regionale l'esame della Legge di stabilità 2026 e del Bilancio di previsione 2026/28 che, per il solo 2026, prevede entrate e spese di competenza per circa 11,6 miliardi di euro.
Una manovra blindata in cui la gran parte dei capitoli è inserita nel comparto sanitario, tra adeguamento all'incremento del fondo nazionale e incremento del Fondo regionale per la non autosufficienza, che riceve uno stanziamento complessivo di 866,97 milioni di euro per il triennio (circa 289 milioni annui).
La seduta dell'Aula, fissata alle 10,30 con l'avvio dell'esame e le relazioni di maggioranza e minoranza, sarà preceduta dalla riunione congiunta con il Consiglio delle autonomie locali (ma non è previsto alcun vertice nel Campo largo). Proprio dagli enti locali si è levata alta la richiesta di più risorse da destinare al Fondo unico per le autonomie locali: nella legge di Stabilità lo stanziamento attuale ammonta a circa 573 milioni annui nel triennio, ma sia il Pd che i partiti di opposizione di centrodestra chiedono a gran voce che il fondo unico venga incrementato di altri 100 milioni. Risorse da trovare nelle pieghe del bilancio, e che la giunta vorrebbe pescare da altri stanziamenti, magari quelli in capo ai consiglieri regionali.
La discussione si annuncia complicata e si attende una grande mole di emendamenti della minoranza. Nel centrosinistra c’è la consapevolezza che forse gli assessorati avrebbero già dovuto provvedere a ridurre gli impegni di spesa. Il riferimento che ricorre di più è quello alla Sanità (a cui è destinata già la metà del bilancio regionale) e ai Lavori pubblici.
Per il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia e relatore di minoranza Fausto Piga, «questa è una manovra senza identità, a tratti imbarazzante, ricca sul piano economico visto gli oltre undici miliardi stanziati, ma povera nei contenuti, per il secondo anno manca la cosiddetta misura di bandiera, quella che dovrebbe caratterizzare l'azione politica». Poi, in particolare, «la massa manovrabile è uno spezzatino di interventi senza un filo conduttore di visione strategica, le cifre stanziate tal volta risultano al limite del ridicolo, decine di migliaia di euro che mortificano anche il concetto di programmazione regionale tale da sembrare più il bilancio di un piccolo ente periferico».
Intanto, fuori dall'emiciclo, la governatrice attende l'esito della sentenza del Tar per sciogliere il nodo delle tre nomine mancanti nelle aziende sanitarie di Cagliari, Sassari e Olbia, e completare il puzzle dei nuovi direttori generali.
(Unioneonline)
