Il decreto energia a un passo dal sì, spiana la strada all’assalto eolico: Sardegna senza protezioni
Approvato in Senato, presto arriverà il via libera alla Camera. Comitati sul piede di guerra: «Proteggiamo l’Isola con la Pratobello»(Ansa)
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Approvato giovedì in Senato, presto otterrà il via libera anche alla Camera il decreto energia del Governo che aggiorna e integra la disciplina per l'individuazione delle superfici idonee all'installazione di impianti a fonti rinnovabili.
Il provvedimento limita la capacità della Sardegna di scegliere liberamente dove installare parchi eolici e fotovoltaici. Inoltre, introduce fasce di rispetto di 500 metri per il fotovoltaico e di 3 chilometri per l'eolico da beni culturali e paesaggistici, aspetto che si scontra con la potestà decisionale esclusiva delle Regioni autonome. Ancora, sull’off shore, esclude totalmente l’Isola: significa pale eoliche in mare a profusione. E, con la logica che non esistono aree non idonee nel territorio, si potrebbero installare aerogeneratori anche nei porti e nelle aree militari dismesse, impedendo alla Regione di rivendicarle.
I comitati sardi insorgono e se la prendono con i senatori assenti e quelli che hanno votato a favore. Per la cronaca: hanno espresso il loro sì i senatori Giovanni Satta (FI) e Antonella Zedda (FdI). Il voto contrario è arrivato da Sabrina ed Ettore Licheri (M5S), mentre risultavano assenti Marco Meloni (Pd) e Marcello Pera (FdI).
«Todde porti la Pratobello in Aula, lo Statuto e l’Urbanistica sono l’unica speranza di salvezza», è l’appello. Il sindaco di Orgosolo, Pasquale Mereu: «Ora siamo al punto che bisogna convocare con urgenza attorno a un tavolo i parlamentari eletti nell’Isola e i consiglieri regionali. Dobbiamo impugnare subito il provvedimento innanzi alla Corte Costituzionale e, se non dovesse bastare, alla Corte europea di Strasburgo. Questa norma, che risulterà approvata senza il consenso delle popolazioni, non rispetta le competenze esclusive della Sardegna in materia di paesaggio, permette lo sforamento dei limiti di produzione energetica previsti dall’Unione europea. La Pratobello va approvata in contemporanea».
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