Confronto molto apro in commissione Sanità dove la presidente della Regione Alessandra Todde è stata ascoltata in merito alle recenti nomine di nove direttori generali delle aziende sanitarie su dodici, fatte nonostante la legge sui commissariamenti sia stata bocciata dalla Corte Costituzionale. L’audizione è durata oltre due ore e mezzo. Prima la governatrice ha spiegato di aver deciso di procedere con le nomine seguendo il parere legale dello studio Cerulli Irelli (costato ventimila euro, secondo quanto trapela), dopodiché sono intervenuti tutti i membri delle opposizioni che hanno stigmatizzato con forza le scelte di Todde e della Giunta.

Al termine, la presidente ha dichiarato che «è stato un confronto aspro, ma con modi corretti che apprezzo, tuttavia credo che dovremmo incentrare la discussione su quello che c'è fuori da questo palazzo, sul fatto che i cittadini sardi vogliono una sanità che funzioni., mentre sono poco interessati ai tecnicismi, ai pareri legali».

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In commissione, ha aggiunto, «abbiamo chiarito che non c’è alcuna vacanza. Le Asl sono in questo momento rette proprio per continuità amministrativa dai più anziani tra il direttore amministrativo e il direttore sanitario, quindi prosegue il confronto fino a quando non ci sarà la nomina definitiva anche degli ultimi tre direttori generali».

Sul possibile danno erariale effetto delle nomine: «Noi ci siamo mossi in modo assolutamente prudenziale, ci siamo appoggiati a pareri di tecnici, anche amministrativisti di primo livello, proprio per svolgere le nostre funzioni tutelando l'amministrazione e le casse della Regione». E sul rapporto con il Pd? «Mi sembra che funzioni. Ci siamo confrontati, abbiamo votato all'unanimità. C'è un confronto anche relativamente ai prossimi passi. Io credo che la maggioranza sia solida. Poi, relativamente alle singole posizioni, le considero singole posizioni. Il Pd è seduto ai tavoli, governa insieme a noi, quindi non appartiene a Marte. E’ all'interno di questa maggioranza e si prende la responsabilità delle scelte esattamente come tutti gli altri partiti di maggioranza».

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Le opposizioni stavolta non sono state tenere. Paolo Truzzu: «Quanto è successo oggi è inaccettabile, la presidente dice che non ha responsabilità sul ddl bocciato dalla Consulta perché lei non è un legislatore ma rappresenta l’esecutivo. Una mancanza di rispetto nei confronti dei consiglieri di minoranza e maggioranza, perché parliamo di un disegno di legge della Giunta approvato e voluto per cacciare i commissari». A questo punto, «un qualsiasi accordo in vista della Finanziaria, con una presidente incapace di rispettare le opposizioni, è impossibile».

Per Antonello Peru (Sardegna al Centro 20Venti), «la stessa maggioranza in commissione non ha difeso la presidente». «Una situazione imbarazzante», per Stefano Schirru (Alleanza Sardegna), «cercheremo di darle una mano nell’interesse dei sardi perché sono in uno stato confusionale totale». Per Umberto Ticca (Riformatori) «siamo al paradosso, nove mesi fai stata fatta questa leggina che noi abbiamo provato in tutti i modi a bloccare e modificare. La giunta e la maggioranza sono andate avanti, oggi il paradosso è che la presidente vorrebbe scaricare la colpa sul Consiglio. Ma il punto chiaro è che la responsabilità di quella legge che graverà sulle tasche dei sardi è tutta della Giunta e della maggioranza».

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