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La genetica aiuta a studiare gli asini dell'Asinara

Gli studi del ricercatore Valerio Joe Utzeri sugli animali simbolo dell'isola
valerio joe utzeri con un asino all asinara (foto mocci)
Valerio Joe Utzeri con un asino all'Asinara (foto Mocci)

La sua specialità è lo studio della genetica, che già qualche tempo fa gli ha consentito di utilizzarla nel cibo. Ora il ricercatore Valerio Joe Utzeri, 35 anni oristanese, ha svolto all'università di Bologna un altro interessante lavoro: ha studiato e confrontato la razza degli asini dell'Asinara. La conclusione? Si tratta di una razza tutta sarda, che non ha alcun legame con altre. In effetti, se ci pensiamo, sembra proprio strano che un gruppo di asini bianchi sia "comparso" dal nulla, di punto in bianco (è proprio il caso di dirlo!), in un'isola piccola come l'Asinara. Si è ipotizzato di tutto e di più sulle origini di questi animali splendidi e particolari. Un aiuto alla soluzione del mistero sull'origine di questi asini arriva dall'interessante lavoro, che si basa sulla genetica, svolto dal ricercatore oristanese Valerio Joe Utzeri, 35 anni, all'Università di Bologna.

Sotto la guida del professor Luca Fontanesi e con l'aiuto dei colleghi del gruppo di ricerca, nel 2016 ha realizzato una ricerca che ha dimostrato che "tutti gli asini dal mantello bianco e occhi azzurri" spiega Utzeri, "condividono la stessa mutazione nel gene TYR, fondamentale per la colorazione del mantello e che negli asini bianchi dell'Asinara non risulta funzionale, il risultato di ciò è una forma di albinismo che rende gli asinelli candidi come li vediamo.

Il lavoro, basandosi sul fatto che alcuni asini di razza sarda dalla colorazione tipica (grigio-crociata) presenti nell'isola insieme ai bianchi risultarono come dei "portatori sani" della mutazione tipica dei bianchi, terminava ipotizzando un'origine autoctona di questo raro fenotipo in Sardegna e proprio nell'isola dell'Asinara, dato il numero elevato di incroci tra animali normalmente colorati ma portatori della mutazione dell'albinismo che portò a un rapido aumento del fenotipo bianco". Proprio quest'anno è arrivata una conferma a supporto dell'ipotesi dell'origine autoctona degli Asini dell'Asinara.

Sempre con il gruppo di ricerca del Dipartimento DISTAL dell'Università di Bologna, il ricercatore sardo Valerio Joe Utzeri, in collaborazione con un gruppo di ricerca austriaco, ha pubblicato un secondo lavoro che ha messo a confronto la genetica degli asini austro-ungarici con la genetica degli asini dell'Asinara. Questo perché gli asini austro-ungarici presentano un fenotipo molto simile a quello degli asini dell'Asinara caratterizzato da occhi molto chiari e mantello bianco.

Valerio Joe Utzeri
Valerio Joe Utzeri

"Questa coincidenza" dice ancora il ricercatore oristanese, "si aggiunge al fatto che nell'Asinara è presente un Mausoleo austro-ungarico, antico manufatto che testimonia i contatti tra l'Isola dell'Asinara e i soldati prigionieri che provenivano dall'impero Austro-Ungarico fino all'isola durante la prima guerra mondiale; le tempistiche tra scritti storici che attestano la presenza degli asini bianchi nell'isola e il periodo della costruzione del Mausoleo ed esodo di persone dall'impero Austro-Ungarico risulterebbero compatibili, portando a far supporre un'origine non sarda degli Asini dell'Asinara". I risultati di questo lavoro scientifico hanno permesso di scartare l'ipotesi di un'origine comune delle due razze asinine, in quanto gli asini austro-ungarici, pur essendo bianchi, non presentano forme di albinismo dovute alla mutazione presente negli asini dell'Asinara. Si conferma quindi l'ipotesi già avanzata da Utzeri e colleghi nel 2016, che prevede che l'origine degli Asini dell'Asinara è da ricercarsi all'interno della Sardegna stessa. "L'asino bianco dell'Asinara continua a mantenere il suo fascino" conclude il ricercatore "e gli studi sul suo DNA lo legano sempre più intimamente all'isola dove vive in completa libertà, ma dove può essere ammirato da tutti per la sua unicità".

I primi autori della ricerca sono Gertrud Grilz-Seger (Università di Scienze Veterinarie di Vienna) e Valerio Joe Utzeri (Dipartimento DISTAL, Università di Bologna), tra gli autori anche Anisa Ribani, Valeria Taurisano e i prof Luca Fontanesi e Gottfried Brem.

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