CRONACA SARDEGNA - SASSARI E PROVINCIA

il progetto

Porto Torres: i giovani architetti ridisegnano il futuro della città

Omar Simonini e Davide Cau hanno approntato il piano per riqualificare piazza Umberto I e piazza Garibaldi. I dettagli saranno diffusi nei prossimi giorni
la presentazione del progetto (foto m pala)
La presentazione del progetto (Foto M.Pala)

Un progetto nato dall'idea di due giovani architetti di Porto Torres, Omar Simonini e Davide Cau che ritraggono il futuro della città, così come lo vorrebbero loro.

Una riqualificazione delle piazze Umberto I e Garibaldi ricostruite utilizzando i materiali tipici del territorio, consapevoli della bellezza cittadina e attenti alla qualità della vita. Il risultato verrà illustrato nei prossimi giorni ai cittadini: un'immagine inedita di alcuni punti caratteristici valorizzati secondo un modello che richiama decoro e attrae i turisti.

L'idea è nata nell'ambito di un progetto di valorizzazione urbana inserito nel programma politico del Partito sardo d'Azione che questa mattina ha illustrato un piano di sviluppo della futura città di Porto Torres. "Intendiamo realizzare questo progetto con il sostegno del governo Solinas - afferma il segretario cittadino, Ilaria Faedda - così da avere la possibilità di concretizzare le nostre idee da condividere con chi crede nel nostro progetto. Per questo per le prossime comunali del 2020 non intendiamo rinunciare al nostro simbolo dei Quattro Mori, senza spogliarci di questo, e se ancora non c'è un direttivo dobbiamo andare avanti il più veloce possibile se vogliamo cambiare la città".

Il progetto si allarga ad altre zone, quali Largo Sabelli e il Parco san Gavino, per realizzare un'unica piazza e creare un "Parco del Pellegrino" in segno della grande religiosità del quartiere San Gavino, sorto intorno alla millenaria basilica omonima.

"Con l'aiuto dei tanti giovani del partito, circa 80 iscritti, intendiamo concretizzare il progetto - afferma il dirigente nazionale sardista, Bastianino Spanu - che è anche la rinascita di una comunità troppo nostalgica rispetto ad un passato industriale, che deve puntare sul settore turistico. Per questo occorre modificare la destinazione d'uso della fascia costiera e realizzare strutture per favorire lo sviluppo ricettivo, sfruttando le risorse del territorio con un immenso patrimonio archeologico e culturale da valorizzare".

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