Bancali, detenuto distrugge la cella e aggredisce un agente
La denuncia dell'Uspp: «È la quinta aggressione in un mese ai danni della polizia penitenziaria»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Distrugge la cella e aggredisce gli agenti provocando la fuoriuscita della spalla a uno di loro.
È successo oggi nel carcere di Bancali come denunciato dal sindacato Uspp che rimarca come si tratti della quinta aggressione in un mese ai danni della polizia penitenziaria.
Il detenuto, alterato forse dall’assunzione di alcol ricavato in modo artigianale, è stato aggressivo e minaccioso per diverso tempo.
Prima ha spinto un agente e, quando è stato portato in infermeria, le forze dell’ordine gli hanno trovato un’arma bianca anche questa prodotta in modo artigianale e con l’intenzione di colpire. Ritornato in cella ha ostruito la serratura e colpito con un bastone un agente. Trasferito in cella di sicurezza ha distrutto parte degli arredi, ricavando pezzi metallici che ha lanciato contro i poliziotti, minacciandoli.
Quando il personale ha provato a fermarlo ha usato un pezzo di ferro per aggredirli e, in questa fase, a un agente è uscita la spalla.
Portato al pronto soccorso gli ortopedici hanno dovuto eseguire una manovra dolorosa per reinserire l’articolazione. Le sue condizioni sono delicate e si prevedono numerosi giorni di cure e recupero. Anche altri due poliziotti sono rimasti feriti.
L’Uspp invita a non sottovalutare il problema e chiede il rafforzamento immediato degli organici e del supporto operativo, misure concrete per la gestione dei detenuti ad alta pericolosità e prevenzione delle condotte violente, protocolli chiari e applicati per la tutela del personale, anche sotto il profilo sanitario e psicologico e una verifica seria delle scelte organizzative finora adottate.
«La sicurezza non può essere affidata all’improvvisazione- dichiarano i vertici sindacali- Servono decisioni tempestive, chiare e responsabili, perché gli agenti non possono continuare a lavorare in condizioni di rischio permanente».
