CRONACA SARDEGNA - PROVINCIA DI CAGLIARI

l'impianto comunale

Sinnai, piscina chiusa da marzo: la protesta dei genitori dei ragazzi

Il sindaco: "Oggi non ci sono le condizioni per riaprire"
la protesta (l unione sarda serreli)
La protesta (L'Unione Sarda - Serreli)

La piscina comunale di Sinnai è chiusa da marzo. Un problema per chi da anni frequenta l'impianto, compresi 50 ragazzi dagli otto ai 14 anni che disputavano campionati di nuoto. Genitori e ragazzi hanno fatto un sit-in in Municipio dove sono stati ricevuti dal sindaco Tarcisio Anedda che ha spiegato le ragioni di questa chiusura legata a problemi di impianti poco funzionali e non solo. E della piscina si è successivamente parlato in Consiglio comunale con una interrogazione della consigliera grillina Chiara Cabras e con una lettera dei genitori e dei ragazzi, letta in aula dalla consigliera Katiuscia Concas.

"La piscina comunale - ha fatto notare Cabras - ha cessato l'attività sportiva in data 10 marzo per emergenza Covid e da allora l'attività sportiva non ha più ripreso. In questi mesi, il Comune ha chiesto alla Asl un sopralluogo per verificare la funzionalità dell'impianto di ventilazione. A che punto siamo? Intanto - ha aggiunto Chiara Cabras - i giovani atleti, campioni a livello regionale, sono costretti a spostarsi nelle piscine dei comuni vicini (Quartu, Dolianova) per allenarsi. Qualcuno rischia di non poter più viaggiare, con l'apertura delle scuole". Sul punto è intervenuta anche la consigliera Concas che in aula ha letto il comunicato dei ragazzi, indirizzato al sindaco.

"Siamo i nuotatori agonisti di Sinnai - hanno scritto i ragazzi nella lettera al sindaco - facciamo parte delle categorie Esordienti B, Esordienti A e Categoria Ragazzi. Ci siamo fermati a marzo davanti ad un male più forte di tutti noi, e abbiamo dovuto pazientare per tre lunghi mesi in attesa di poter rientrare in vasca. In quei mesi siamo stati abbastanza tristi, ma siamo rimasti compatti rimanendo connessi attraverso videochat di gruppo, durante le quali progettavamo di ritornare a nuotare più carichi di prima. Quando a maggio molte piscine hanno potuto riaprire la nostra è rimasta inspiegabilmente chiusa, quindi ci siamo dovuti organizzare per nuotare fuori dal nostro paese e a giugno abbiamo iniziato a nuotare, seguiti dai nostri allenatori di Sinnai, nella piscina di Dolianova. La nostra piscina è ancora chiusa. Quando riaprirà? Senza certezze, per coloro che non abbandoneranno il nuoto, saremo costretti a vincolarci per tutta la stagione con un'altra società in un'altra piscina e quando la piscina di Sinnai riaprirà, se riaprirà, non avrà più né agonisti né allenatori".

Il sindaco che in precedenza aveva parlato con i familiari dei ragazzi ha ribadito in Consiglio che oggi non ci sono purtroppo le condizioni per poter riaprire. Problemi legati agli impianti, ma anche di altra natura ne impediscono la riapertura. "Ci dispiace tantissimo, ma la realtà è questa. Stiamo cercando di risolvere i problemi alla base per poter poi ripartire, speriamo in tempi ragionevoli. Ci teniamo, eccome. Sinnai ha bisogno di questo impianto. Stiamo facendo il possibile per superare tutti gli ostacoli, reali, che oggi ci sono. Lo ribadisco: il problema lo stiamo affrontando con grande attenzione".

LA SOCIETA' ANTARES - "Abbiamo assistito alla diretta streaming del Consiglio - scrive in una nota la società Antares, che gestisce la piscina - e per la prima volta abbiamo appreso la posizione dell’Amministrazione. Avremmo preferito apprendere in maniera diretta le reali intenzioni dell’amministrazione, dato che cerchiamo risposte dal mese di maggio, ma non abbiamo alcuna intenzione di polemizzare. Ringraziamo la consigliera Concas e la consigliera Cabras che hanno sollevato il problema e anche il sindaco per le parole spese nei nostri confronti".

Ma, aggiunge la Antares, "non concordiamo su alcuni passaggi sui consumi idrici e sulla mancata sottoscrizione del contratto ma non abbiamo alcuna intenzione di polemizzare, anche perché – riteniamo – non ci sia malafede in ciò che ha riferito ma semplicemente il non aver vissuto in prima persona le prime fasi del rapporto. Apprezziamo anche la volontà di non voler instaurare un contenzioso nei nostri confronti in quanto – come ha ribadito lo stesso primo cittadino – non abbiamo responsabilità e abbiamo veramente fatto di tutto per ripartire. Purtroppo, la struttura della piscina e la mancanza di alcuni presupposti fondamentali, quali la mancanza di un sistema di aerazione conforme ai nuovi protocolli anti–Covid, non ce lo hanno consentito. Avevamo l’intenzione, vista la mancanza di risposte, di recedere dal rapporto (che è altra cosa rispetto alla recessione del contratto). Ma vista la posizione dell’Amministrazione, finalmente chiarita in Consiglio Comunale - chiude il comunicato di Antares - resteremo fermi ad attendere, in attesa delle decisioni che verranno assunte e pronti a ripartire. Perché se è vero che non abbiamo responsabilità, è altrettanto vero che – in virtù di una legittima aggiudicazione della concessione della piscina comunale - abbiamo sputato sangue per questa struttura e non abbiamo alcuna intenzione di abbandonare".

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