CRONACA SARDEGNA - PROVINCIA DI CAGLIARI

il funerale

Selargius, dolore e commozione
per l'ultimo saluto a Simone

Il giovane è stato ucciso tre sere fa nella zona di Monte Arrubiu
la bara durante il funerale di simone cogoni (l unione sarda andrea serreli)
La bara durante il funerale di Simone Cogoni (L'Unione Sarda - Andrea Serreli)

Una mattinata di devastante dolore: nella chiesa della Vergine Assunta di Selargius si sono svolti i funerali di Simone Cogoni, 43 anni, ucciso tre giorni fa con una fucilata al petto nelle campagne di Soleminis.

Presenti di fronte all'altare i genitori, con tutti familiari. Attorno tanti amici e conoscenti di Simone. La bara ricoperta di rose bianche con la foto della vittima. Sul pavimento il casco da motociclista. Il parroco ha speso parole toccanti, si è rivolto con accorato affetto e parole dolcissime alla famiglia, ricordando che "Simone è lassù in cielo, che Dio vuole bene a tutti i suoi figli e per questo li vuole vicini. Bisogna in questo momento stare vicino al Signore, bisogna avere fede. Simone vive ora nella pace del cielo".

Tanti giovani si sono avvicinati alla bara, un bacio, mille lacrime, poi all'uscita dalla chiesa tanti applausi a salutare Simone, mentre il padre devastato da un dolore senza confini era piegato su se stesso, in tanti gli hanno offerto sguardi e parole d'affetto.

Familiari e conoscenti (L'Unione Sarda - Andrea Serreli)
Familiari e conoscenti (L'Unione Sarda - Andrea Serreli)

Nello stesso momento nella sede della Compagnia dei carabinieri di Dolianova si compilavano gli ultimi atti da girare al sostituto procuratore della repubblica Alessandro Pili a carico di Giuseppe Prasciolu, 35 anni che avrebbe ucciso Simone, costituendosi e facendo recuperare il fucile.

Il delitto è stato consumato a Monte Arrubiu, alla periferia di Soleminis. Il movente? Pare sia legato a un dissidio su un terreno. Le indagini sono state svolte dai carabinieri della Compagnia di Dolianova e del Nucleo investigativo di Cagliari. Sono state coordinate dal colonnello Michele Lastella, dal tenente Gianni Russo e dal luogotenente Vincenzo Antonicelli.

Determinanti nella costituzione di Prasciolu sono stati i familiari, i carabinieri, il Pm Pili e il legale dell'indagato, avvocato Floris, che hanno lavorato in stretta collaborazione.

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