CRONACA SARDEGNA - NUORO E PROVINCIA

il caso

Morte al Pronto soccorso di Nuoro, nuova perizia

Francesca Debuggias, 23 anni, forse vittima di un ictus
francesca debuggias (archivio l unione sarda)
Francesca Debuggias (Archivio L'Unione Sarda)

Sarà il medico legale Vindice Mingioni a cercare la verità e ricostruire i fatti che nel luglio 2017 portarono alla morte di Francesca Debuggias, la giovane 23enne di Nuoro deceduta nella notte tra il 17 e il 18 al Pronto soccorso del San Francesco con un probabile ictus. La terapia iniziò sei ore dopo, e lei morì. Ieri mattina si è aperto l'incidente probatorio e il gip, Claudio Cozzella, ha affidato l'incarico allo specialista che avrà quattro mesi di tempo per fare piena luce sulla una morte che per i familiari della giovane potrebbe essere imputabile al ritardo nella diagnosi e alla conseguente cura tradiva. Sul registro degli indagati, con l'accusa di omicidio colposo, sono finiti il medico del Pronto soccorso, Teresa Orani (difesa dall'avvocato Lorenzo Soro), e l'operatore della centrale del 118, Sandro Arminu (difeso dall'avvocato Marco Palmieri) che assegnò alla donna un codice verde di accesso al Pronto soccorso.

I dubbi

Quello che dovrà valutare il medico incaricato dal giudice è se l'operatore Arminu assegnò correttamente il codice verde alla donna quando i sanitari dell'ambulanza del 118 che giunsero sul posto, allertati dal compagno della giovane, gli descrissero lo sguardo deviato verso destra. Un sintomo che per i familiari della Debuggias, rappresentati dagli avvocati Francesco Carboni e Alessandro Tuvoni, e che hanno nominato consulente di parte il professore Aldo Ferrara, dimostra che la patologia cerebrale era già in atto.

Ritardi o no

Da verificare soprattutto se ci fu un errore o un ritardo diagnostico nel non percepire una patologia cerebrale. La ragazza arrivò in ospedale alle 2.30 della notte, ma il neurologo venne chiamato ben due ore dopo. La tac prima delle 6 del mattino, dopo la visita del neurologo alle 5.30. La terapia trombolitica iniziò dopo le 8, a quasi sei ore dal ricovero. Un fascicolo rimasto a lungo contro ignoti, per due volte il pm aveva chiesto l'archiviazione, poi la decisione del gip dell'iscrizione nel registro degli indagati di Orani e Arminu, con l'incidente probatorio.

F. Le.

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