CRONACA SARDEGNA - NUORO E PROVINCIA

foreign fighter

Accolto il ricorso di Caria: le autorità gli restituiscono passaporto e carta d'identità

Era finito sotto inchiesta per aver combattuto in Siria contro l'Isis al fianco dei curdi
pierluigi caria (archivio l unione sarda giuseppe ungari)
Pierluigi Caria (Archivio L'Unione Sarda/Giuseppe Ungari)

Pierluigi Caria potrà lasciare liberamente la Sardegna, dopo che il ricorso presentato dal suo avvocato è stato accolto, con la restituzione dei documenti personali.

È la conclusione della vicenda che ha visto protagonista il 33enne nuorese conosciuto come "Luiseddu", figlio del fondatore di "Sardigna Natzione" Angelo Caria, accusato lo scorso settembre di essere un "foreign fighter" e fermato poco prima del ritorno in Siria, per combattere l'Isis al fianco delle milizie di protezione del popolo curdo (Ypg) e dei combattenti del Battaglione internazionale della libertà (Ifb).

Quelli, per intenderci, che nel 2015 hanno respinto gli assalti contro la città di Kobane da parte delle milizie islamiche con l'appoggio della coalizione occidentale attiva in Siria.

Vengono meno le misure cautelari nei confronti del giovane nuorese, mentre a livello internazionale sono cadute le accuse di terrorismo per le due organizzazioni di protezione del popolo curdo che operano nella polveriera siriana.

Dalla parte del giovane nuorese si era schierato compatto tutto il mondo dell'indipendentismo sardo, contestando l'accusa di terrorismo a suo carico.

(Unioneonline/b.m.)

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