CRONACA SARDEGNA - GALLURA

coronavirus

Episodi di violenza domestica in aumento

Monti e Tempio, casi di violenza forse dovuti alla situazione di "segregazione" per evitare i contagi da COVID-19
(archivio l unione sarda)
(archivio L'Unione Sarda)

Episodi di violenza domestica in crescita. I Carabinieri di Olbia stanno lavorando su decine di presunti "Codici rossi".

Monti - Nella scorsa notte, i Carabinieri della Sezione radiomobile del Reparto territoriale di Olbia, sono intervenuti all'interno di un'abitazione, nel centro abitato di Monti. Sono arrivati dopo la segnalazione di un violento litigio nella casa di una famiglia di origini marocchine. Un ragazzo di 20 anni è stato immobilizzato mentre minacciava la madre, casalinga, 57 anni, con un coltello da cucina della lunghezza di venti centimetri. Il ragazzo, con lo stesso coltello, prima dell'arrivo del personale dell'Arma, si era procurato ferite sulle braccia e sulle gambe.

All'arrivo dei Carabinieri, il giovane ha dato in escandescenze colpendo un militare con un pugno al torace. Anche la madre, vedendo i Carabinieri che immobilizzavano il figlio, ha perso il controllo e si è scagliata contro i militari per cercare di impedire l'arresto del giovane. La donna è stata allontanata e calmata, ma anche lei sarà denunciata per l'aggressione al personale dell'Arma. Il ragazzo è stato arrestato e trasferito in camera di sicurezza, in attesa delle decisioni della magistratura.

Tempio - Ieri è comparsa davanti al gip del Tribunale di Tempio una giovane olbiese di 23 anni, arrestata nei giorni scorsi dai Carabinieri con l'accusa di avere colpito il padre disabile (invalidità al cento per cento) con un manico di scopa, con una padella e poi a calci.

La ragazza, difesa dall'avvocato Carlo Puddu, ha risposto alle domande del giudice, negando di avere aggredito il padre, una persona anziana e incapace di muoversi con facilità e di difendersi. Al gip, la giovane ha confermato di avere avuto un violento litigio con lui, ma ha escluso di averlo picchiato. Dall'udienza è emersa una difficile situazione di convivenza all'interno del nucleo familiare della donna. Il gip Caterina Interlandi ha disposto il divieto di avvicinamento ai parenti, che vivono tutti nella stessa abitazione. In ogni caso la presunta responsabile dell'aggressione è stata rimessa in libertà, come chiedeva la difesa.

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