La Maddalena, militare vittima dell'amianto: il tribunale riconosce alla famiglia il vitalizio per le vittime di terrorismo
Enrico Laudati, sottufficiale della Marina, morì nel 2011 per una malattia riconducibile all’esposizione all’amianto presente nelle navi: dal tribunale di Tempio la sentenza dopo una lunga battaglia degli erediPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Per lunghi periodi, mentre si trovava imbarcato sulle navi della Marina Militare, il sottufficiale Enrico Laudati è stato esposto alle fibre di amianto senza adeguate protezioni. E oggi, finalmente e dopo una lunga battaglia legale intrapresa dalla moglie Santa e dal figlio Ivano, residenti a La Maddalena, l'uomo è stato riconosciuto come una vittima del dovere.
Laudati ha servito lo Stato Italiano per oltre trent'anni. Molto anni dopo la fine del servizio si è però ammalato e nel 2011, all'età di 74 anni, è morto a causa della malattia che ora il Tribunale di Tempio Pausania ha ricollegato alla sua esposizione alle fibre di amianto presenti nelle unità navali in cui il sottoufficiale ha prestato servizio. Così ai familiari è stato riconosciuto il diritto all'adeguamento dell'assegno vitalizio allo stesso importo di quello delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata superando ogni disparità di trattamento tra categorie di servitori dello Stato colpiti nello svolgimento del proprio dovere.
Il giudice ha accolto il ricorso presentato dagli eredi del militare, condannando il Ministero della Difesa al pagamento delle differenze economiche maturate a partire dalla morte del militare. Per la famiglia si tratta di un aumento di circa 242 euro che porta l'assegno a 500 mensili, con arretrati stimati intorno ai 60mila euro.
«È una decisione importante perché ristabilisce un principio di giustizia e di civiltà e supera una discriminazione che non era più tollerabile. Il dettato costituzionale dell'uguaglianza impone che tutte le vittime colpite nell'adempimento del proprio dovere siano trattate allo stesso modo - commenta Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia del militare che ha sottolineato -. Le famiglie di queste vittime hanno già pagato un prezzo altissimo con la perdita dei loro cari e meritano non solo il riconoscimento dei diritti, ma anche la vicinanza e il sostegno concreto dello Stato».
(Unioneonline)
