CRONACA SARDEGNA - GALLURA

Il caso

Tempio, minacce e violenza per privatizzare un parcheggio pubblico: due indagati

Le persone finite nel mirino dei due indagati sono almeno 15
immagine simbolo (archivio l unione sarda)
Immagine simbolo (archivio L'Unione Sarda)

A Tempio, da due anni ormai, in molti sanno dei raid di via San Paolo e piazza Brigata Sassari. E tanti automobilisti hanno fatto le spese delle azioni "dissuasive" organizzate per tenere liberi i posti auto pubblici nel cuore della cittadina gallurese.

Chi "osava" parcheggiare in centro si trovava l'auto graffiata, ammaccata e pesantemente danneggiata. In altri casi, le persone venivano affrontate da un uomo che minacciava apertamente le vittime: "andate via o saranno guai".

In almeno una circostanza, per convincere gli automobilisti a cambiare aria, è stato posizionato un camion davanti alle auto per bloccarle. Fatti avvenuti dai primi mesi del 2018 a oggi. Ma i responsabili dei raid non sapevano che il personale del Commissariato di Tempio ha posizionato e attivato da tempo, nella zona, diverse telecamere.

Due tempiesi, 60 e 37 anni, sono stati filmati durante i blitz, e ora sono indagati per violenza privata, minacce e danneggiamento. Tra le vittime dei raid, un medico, un poliziotto e una farmacista.

In tutto le persone finite nel mirino dei due indagati sono almeno 15. Secondo il pm, l'obiettivo dei responsabili dei raid era privatizzare il parcheggio comunale nel pieno centro storico di Tempio.

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