CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

la missione

I Dimonios in partenza per il Libano. Solinas: "Orgogliosi di voi"

La Brigata Sassari guiderà l'operazione Leonte per il mantenimento di pace e stabilità
i militari in partenza (foto f melis)
I militari in partenza (Foto F.Melis)

È partita alle prime luci dell'alba dall'aeroporto di Elmas la Brigata Sassari, che per sei mesi sarà dislocata nel Libano del Sud, dove per la seconda volta (la prima volta risale al 2016) assumerà il comando del contingente italiano e del Sector West di Unifil, la forza multinazionale di interposizione delle Nazioni Unite.

"È motivo di orgoglio portare il saluto di tutti i sardi alla gloriosa Brigata Sassari, che da decenni tiene alto il nome della Sardegna e del Paese in operazioni per il mantenimento della pace e della sicurezza in zone particolarmente martoriate, come il Libano", ha detto il presidente della Regione Cristian Solinas pochi minuti prima della partenza dei Dimonios.

Il comando dell'operazione, chiamata "Leonte", sarà affidato al generale Andrea Di Stasio, comandante della Brigata Sassari, che nei prossimi guiderà un contingente di circa 3.800 caschi blu di 16 nazionalità, tra cui appunto l'Italia.

"Al Generale Di Stasio, prossimo Comandante del Settore Ovest di Unifil e della Joint Task Force italiana in Libano, e a tutto il personale dipendente, in particolare agli uomini e alle donne della Brigata Sassari, che costituiscono l'asse portante della Task Force, va fin da oggi il più sentito ringraziamento di tutto il Paese per il contributo che daranno alla causa della pace, della sicurezza e della stabilità di questo Paese che attraversa ancora oggi una fase complessa", ha invece detto il sottosegretario di Stato alla Difesa Giulio Calvisi.

Del contingente fanno parte 1.000 militari italiani, tra i quali 450 Dimonios, di cui 5 donne e sarà formato da personale del Comando Brigata e del 3° reggimento bersaglieri di Teulada, da assetti del 5° reggimento genio guastatori di Macomer e da altre unità specialistiche dell'Esercito.

Francesca Melis

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