CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

in aeroporto

Turisti Usa bloccati a Elmas, l'imprenditrice oristanese: "Ora mi aspetto almeno delle scuse"

Federica Fanari commenta la decisione del Tar Sardegna: "Ha vinto la giustizia"
federica fanari (foto ufficio stampa)
Federica Fanari (foto ufficio stampa)

"Ha vinto la Giustizia, e non abbiamo mai avuto dubbi di essere nel giusto. Il Tar ci ha dato ragione, ma resta la pessima figura fatta da tutta l'Italia su questa storia".

È il commento di Federica Fanari, l'imprenditrice oristanese protagonista insieme a un gruppo di americani e di altre nazionalità respinto all'aeroporto di Cagliari-Elmas l'1 luglio scorso, dopo che il Tar Sardegna ha accolto la richiesta di sospensione del provvedimento presentata dagli avvocati Corrado Maxia e Marco Porcu, in quanto era legittimo lo spostamento per motivi di lavoro.

"Siamo rimasti spiazzati in modo particolare - scrive in una nota - dal comportamento tenuto dal ministero degli Interni. I miei amici americani, come me, sono rimasti molto delusi. Per questo mi aspetto delle scuse ufficiali da parte delle autorità competenti, e spero tanto possano arrivare prima possibile".

Fanari ribadisce inoltre che i passeggeri atterrati a Cagliari avevano tutte le autorizzazioni necessarie per entrare in Italia: "E invece, appena sbarcati all'aeroporto, hanno preso i nostri passaporti e ci hanno lasciato agli arrivi internazionali fino alle 16.30, quando poi ci hanno dato una stanzina dove abbiamo quanto meno potuto sistemare i nostri figli, tutti bambini con un'età compresa tra i 7 mesi e i 5 anni. D'altronde la Polizia presente all'aeroporto ha interpretato sulla base di indicazioni del ministero degli Interni. Siamo stati rispediti indietro a notte fonda, e nessuno ci ha ascoltato neanche quando abbiamo chiesto di poter restare una notte a dormire a Cagliari, soluzione che sarebbe stata senza dubbio la più logica. Ci siamo pure offerti di fare i tamponi, e abbiamo fin da subito chiarito che eravamo pronti a sottoporci all'isolamento fiduciario.

Niente da fare, non hanno sentito ragioni. Davvero assurdo".

L'imprenditrice ringrazia infine i legali e "le persone che si sono attivate per noi e che senza neanche conoscerci hanno fatto il possibile per darci una mano, perché avevano capito che stavamo subendo una grave ingiustizia".

(Unioneonline/s.s.)

© Riproduzione riservata

COMMENTI


UOL Unione OnLine

Più Letti
Loading...
Caricamento in corso...

}