«Dubbi sugli appalti e tensioni con il personale: la Regione avvii un’ispezione»: è scontro sul Brotzu
Pesante documento dell’opposizione, da FI a FdI, sulla gestione dell’Arnas: «Comportamenti aggressivi verso i direttori di struttura e tentativi di incidere direttamente su procedure che la legge attribuisce a figure specifiche»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un clima «caratterizzato da forte tensione, diffuso malcontento e preoccupazione tra operatori sanitari, dirigenti di struttura, personale amministrativo e personale delle ditte appaltatrici». Comportamenti «ritenuti aggressivi, intemperanti e irrispettosi nei confronti dei direttori di struttura e del personale». Ma anche «una possibile criticità nella gestione di settori amministrativi particolarmente delicati, tra cui l’ufficio acquisti e l’ufficio appalti». Sono gli elementi che hanno indotto l’opposizione in Consiglio regionale a chiedere chiarezza all’assessorato alla Sanità, e quindi alla presidente della Regione Alessandra Todde, su quanto starebbe succedendo all’interno del Brotzu, che come Arnas «rappresenta una delle strutture sanitarie pubbliche più importanti della Sardegna, punto di riferimento regionale per l’alta specialità e presidio fondamentale per la tutela della salute dei cittadini».
L’interrogazione porta la prima firma di Gianni Chessa (Forza Italia), ma il testo è stato condiviso con altri colleghi di partito e di coalizione, come Alleanza Sardegna e Fratelli d’Italia.
Secondo quanto riportato nell’interrogazione «vi sarebbero tentativi di incidere direttamente su funzioni che la normativa sugli appalti pubblici attribuisce a specifiche figure tecniche e amministrative, come nel caso della nomina del direttore dell’esecuzione del contratto (Dec), la cui individuazione è di competenza del responsabile unico di progetto (Rup)». Secondo gli esponenti del centrodestra «l’eventuale alterazione delle corrette procedure amministrative in un ambito così sensibile costituirebbe un fatto estremamente grave, idoneo a compromettere i principi di legalità, imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa».
Poi l’atto d’accusa verso una «direzione aziendale inadeguata e inefficace rispetto alla complessità di un presidio di alta specialità» che «rischia di produrre effetti negativi con possibili ripercussioni sull’organizzazione interna, sulla serenità del personale e, in ultima analisi, sulla qualità dei servizi sanitari erogati ai cittadini».
Dopo un passaggio formale, nel quale si chiede se i vertici della regione siano a conoscenza di eventuali situazione che confermerebbero lo scenario descritto, nell’interrogazione si domanda anche se «siano state effettuate verifiche o monitoraggi sul funzionamento degli uffici più delicati dell’Azienda tra cui, in particolare, l’ufficio personale, l’ufficio acquisti e l’ufficio appalti, anche sotto il profilo del rispetto delle procedure di trasparenza e delle misure di prevenzione della corruzione». Per finire con l’invito a «avviare con urgenza una verifica ispettiva sulla gestione dell’Azienda e sul clima organizzativo interno, al fine di garantire il corretto funzionamento delle strutture amministrative e la serenità del personale».
(Unioneonline/E.Fr.)
