Il direttore amministrativo del Brotzu Antonio Guerrieri finisce sotto il tiro incrociato dei sindacati. Un attacco arriva dalla Fedir, che rappresenta i dirigenti. L'altro dall’Usb, a nome dei lavoratori. 

Il primo affondo riguarda le dichiarazioni rilasciate da Guerrieri per spiegare le ragioni della delibera con la quale l'Arnas ha stabilito che presterà la sua opera senza essere remunerato. L’ex finanziere in quiescenza aveva affermato di aver accettato «perché mi sono reso conto che l’Arnas Brotzu (...) aveva bisogno di una profonda revisione delle procedure amministrative interne, che tuttora ostacolano e spesso mortificano il lavoro dei sanitari, di altissimo livello». Dichiarazione che non è stata vista di buon occhio: al Brotzu, scrive la Fedir, «operano dirigenti amministrativi e tecnici di comprovata e specifica esperienza pluriennale all’interno del servizio sanitario regionale che ben conoscono le procedure amministrative e che si adoperano quotidianamente nel difficile lavoro di contemperare il rispetto della complessa e farraginosa normativa attualmente vigente con l’esigenza di celerità e speditezza dell’azione amministrativa. Non altrettanto», è l’affondo firmato dal segretario regionale del sindacato, Daniele Maria Agulli,  «possiamo dire sulla comprovata e pluriennale esperienza della  direzione amministrativa, considerato lo specifico campo di attività svolte prima di ora».

La Fedir chiede quindi «di illustrare quali siano le specifiche criticità emerse nelle procedure amministrative presenti nell’Arnas “che ostacolano e spesso mortificano il lavoro dei sanitari” e quali siano le soluzioni che» Guerrieri «ha intenzione di adottare, anche alla luce di eventuali specifiche competenze ed esperienze già maturate nel settore sanitario». 

Nel mirino dell’Usb guidata da Gianfranco Angioni finiscono invece le istruzioni operative impartita da Guerrieri a tutte e strutture interne che adottano deliberazioni, che dovranno essere vagliate preventivamente: «Pur riconoscendo l’importanza della correttezza formale degli atti», si legge in una nota, «l’Usb Sanità segnala che tali procedure rischiano di creare un significativo rallentamento dei procedimenti deliberativi, con gravi ripercussioni sull’operatività dei servizi, sull’organizzazione del lavoro e sulla gestione del personale. Ogni giorno, infatti, si registrano situazioni analoghe, con atti che subiscono ritardi e complicazioni evitabili, dimostrando come le criticità non siano isolate ma sistematiche».

L’impostazione di Guerrieri,  se applicata senza criteri di urgenza e senza adeguate tempistiche, «potrebbe configurare un ostacolo all’adozione delle deliberazioni necessarie al corretto funzionamento dell’Azienda, incidendo negativamente sulla qualità e continuità dell’assistenza». Angioni richiede «immediati chiarimenti sulla valutazione organizzativa che ha portato all’introduzione delle nuove modalità operative, sulle misure previste per evitare ritardi nell’adozione degli atti e sulle procedure accelerate per deliberazioni urgenti o strettamente connesse a esigenze assistenziali indifferibili».

(Unioneonline/E.Fr.)

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