CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

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Truzzu, giro di vite sulla movida: dalle 22 non si beve più all'aperto

Troppi assembramenti: divieto di asporto, divieto di consumo in piazze e scalinate del centro. Novità anche sui "caddozzoni"
(archivio l unione sarda)
(Archivio L'Unione Sarda)

Troppi assembramenti nei luoghi della movida cagliaritana. E il sindaco Paolo Truzzu, come altri colleghi a partire dal milanese Beppe Sala, dispone - a partire da lunedì - il divieto di vendita di alcolici da asporto dalle 22 alle 6.

In particolare, sarà vietata la vendita, anche attraverso distributori automatici, di bevande alcoliche in qualunque contenitore e di ogni altro drink in contenitori di vetro.

Non in tutta Cagliari, solo nei quartieri della movida: Stampace, Castello, Marina, Villanova.

Obiettivo del primo cittadino è quello di evitare il consumo di alcolici per strada e nelle scalinate in maniera incontrollata, senza rispetto delle distanze e del divieto di assembramento. Diversa la situazione nei locali, dove i gestori sono obbligati a far rispettare le regole.

E se qualcuno si porta le birre da casa? Niente da fare. Negli stessi quartieri, comprese Piazza Matteotti, Piazza del Carmine, Piazza Dettori con Vicolo Collegio e Scalette Santa Teresa, Piazza San Sepolcro, Santa Restituita, Savoi, Sant'Eulalia, le scalinate della chiesa di Sant'Anna e quelle che collegano Piazza Annunziata con Via Mameli, è vietato di notte il consumo di bevande.

Il provvedimento si estende poi anche a viale Europa, nel Parco della Musica e nel lungomare Poetto. Tutte zone in cui gli esercizi commerciali con superficie inferiore a 150 metri quadri che vendono alcolici sono tenute a cessare le attività dalle 21 alle 6.

I "caddozzoni" potranno continuare a vendere panini e bevande, che vanno però consumate sul posto.

(Unioneonline/L)

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