CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

la proposta e le polemiche

Scontro sul certificato di negatività. La giunta Solinas contro tutti

Il "passaporto sanitario" fa discutere. L'ipotesi, per molti "impraticabile", inviata alla Conferenza Stato-Regioni

Scontro istituzionale sulla proposta di "passaporto sanitario" portata avanti dalla giunta Solinas per consentire il soggiorno dei vacanzieri (ma anche dei sardi in rientro) nell'Isola con la riapertura dei collegamenti dopo il lockdown per l'emergenza coronavirus.

Il governatore sardo, come è noto, ha lanciato l'idea di un certificato di negatività da esibire all'arrivo in Sardegna: in soldoni, il risultato di un test, effettuato in un laboratorio pubblico o privato, che attesti che il viaggiatore non sia affetto da Covid-19.

Un'ipotesi che non sta trovando favore né nel Governo - chiamato a dare il suo ok - né tra gli altri presidenti di Regione, eccezion fatta per quello della Sicilia e, in parte, per il governatore abruzzese Marco Marsilio, secondo cui la strada di Solinas è "oggettivamente complicata, ma le isole sono in una condizione diversa e particolare".

"IMPRATICABILE" - Per il resto, nessuna sponda a Villa Devoto. Per il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri quella del certificato di negatività è una via "impraticabile", mentre il ministro Roberto Speranza ha definito il documento in oggetto qualcosa "che non esiste".

Bocciature anche dai governatori di altre regioni ad alta vocazione turistica, come la Liguria. Per Giovanni Toti il certificato o passaporto sanitario che dir si voglia è "inutile e impossibile".

L'OPPOSIZIONE - Netta opposizione anche dal centrosinistra. "Le esternazioni di Christian Solinas sul certificato sanitario rischiano di mandare all'aria la stagione turistica, e con essa un pezzo fondamentale di economia isolana", dice il deputato del Pd Gavino Manca, che definisce anch'egli "impraticabile" la soluzione del passaporto, oltreché "scientificamente infondata". "Il presidente della Regione - aggiunge il parlamentare sassarese - concentri i suoi sforzi sulla predisposizione degli strumenti e delle procedure che ci consentano di reagire con prontezza all'eventuale ripresa della epidemia: un pericolo col quale dobbiamo abituarci a convivere e perciò prepararci a contrastarlo". Per il momento, chiosa Manca, "l'unico effetto delle troppe dichiarazioni di Solinas è stato quello di di spaventare i turisti e gli operatori del settore. In pochi giorni si rischia che si volatilizzino decine di migliaia di posti di lavoro".

LO SCONTRO CON SALA - E in queste ore si è consumato anche un durissimo botta e risposta tra Solinas e il sindaco di Milano Beppe Sala.

"Da cittadino prima ancora che da sindaco - ha detto Sala su Facebook - quando deciderò dove andare per un weekend o una vacanza mi ricorderò di chi mi ha chiesto il passaporto sanitario". Una stoccata che ha provocato la reazione immediata del governatore sardo, secondo cui Sala "in materia di coronavirus dovrebbe usare la decenza del silenzio, dopo i suoi famigerati aperitivi pubblici in piena epidemia. Nessuno - ha aggiunto - ha chiesto improbabili patenti di immunità, ma un semplice certificato di negatività" per poter "accogliere al meglio e in sicurezza tutti i cittadini", anche e soprattutto "quelli che sarebbero fortemente penalizzati se il governo andasse avanti nell'ipotesi di bloccare la mobilità dei residenti in regioni considerate a rischio superiore verso quelle a basso rischio".

Pronta la controreplica del sindaco meneghino: "Ho parlato a titolo personale, ma non tiro proprio indietro la mano: io non andrei in vacanza laddove fosse richiesto un test di negatività al virus. A parte il fatto che non è così semplice disporre di questi test, penso sia sbagliato discriminare gli italiani per regioni di appartenenza. Milano e la Lombardia saranno sempre terre di libertà e di accoglienza. Ci aspettiamo lo stesso dal resto del Paese". Insomma, un vero e proprio vespaio.

Il post di Sala

STATO-REGIONI - Ma, come detto, Villa Devoto tira dritto. L'assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu ha già trasmesso la proposta della Sardegna alla commissione Sanità della Conferenza delle Regioni. E proprio la Conferenza delle Regioni potrebbe affrontare il tema mettendolo nel prossimo ordine del giorno, per eventualmente porlo in discussione con il Governo.

In alternativa, Villa Devoto ha comunque già pronto un piano B. Si parla di test salivari nei porti e negli aeroporti. Oppure di una app per tracciare gli spostamenti di chi arriva nell'Isola. Il certificato di negatività, comunque, rimane la prima scelta. Per ottenere il via libera però sembra sia inevitabile una battaglia "uno contro tutti".

Intanto, si avvicina a grandi passi il mese di giugno, che porterà con sé la ripartenza di voli e traghetti. Come e con quali documenti salire a bordo, al momento, è ancora un'incognita.

(Unioneonline/l.f.)

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