CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

delitto demontis

Uccise la coinquilina a Cagliari, accertata la seminfermità

Il delitto risale al settembre 2017: la donna fu massacrata con un tubo di ferro
l omicidio in via dei donoratico (archivio l unione sarda)
L'omicidio in via dei Donoratico (archivio L'Unione Sarda)

I periti della Corte d’Assise di Cagliari hanno accertato la seminfermità di Giorgio Reciso, 41 anni, sotto accusa per l’omicidio di Joelle Maria Giovanna Demontis, massacrata con un tubo di ferro il 9 settembre 2017 in via Dei Donoratico.

Davanti alla Corte presieduta dal giudice Tiziana Marogna, gli psichiatri Gianpaolo Pintor e Irene Maxia hanno relazionato sugli esami clinici effettuati dell’imputato, difeso dall’avvocato Carlo Murtas, decretando che il 41enne è parzialmente incapace di intendere e di volere.

Nell’appartamento dove è avvenuto l’omicidio, Reciso viveva con la vittima e con Marta Dessì, già condannata in abbreviato a 10 anni per concorso nel delitto, ma presunta vittima anche dei maltrattamenti dell’attuale imputato, tanto che la donna è costruita parte civile con l’avvocata Guendalina Garau.

La famiglia della vittima invece è assistita da Simone Vargiu. La Corte, presieduta dal giudice Tiziana Marogna (a latere Giorgio Altieri) ha ascoltato anche i consulenti della difesa che hanno concordato con i periti, rinviando poi il processo al 12 settembre per la discussione del pubblici ministero Daniele Caria.

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