CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

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"Ferrovie in Sardegna, più costi che benefici": il commento di Giuseppe Deiana

Nei giorni del dibattito sulla Tav, nell'Isola si annuncia un'opera che nessuno ha chiesto
immagine simbolo (ansa)
Immagine simbolo (Ansa)

Niente Tav sulla base di un'analisi costi-benefici fatta a posteriori e che non convince neanche i tecnici stessi della commissione, tanto che uno non ha firmato il documento finale e si è dimesso. Allo stesso tempo, in Sardegna si annuncia un'opera che nessuno, o forse solo qualcuno, ha chiesto.

Nella sua recente visita in Sardegna, il ministro Danilo Toninelli ha annunciato un nuovo tratto della ferrovia da realizzarsi tra Nuoro e Olbia. Un collegamento in quella parte di Sardegna dove la strada ferrata non è mai esistita. E fino a qui potrebbe essere anche una buona notizia, nel senso che finalmente un esponente dei Cinque Stelle annuncia un'opera infrastrutturale e non misure di spesa con basso impatto sullo sviluppo.

Il punto è un altro: da tempo si chiede che venga migliorata la rete ferroviaria sarda, in particolare nei collegamenti tra Nord e Sud dell'Isola, con una riduzione dei tempi di percorrenza tra Sassari e Cagliari e tra Olbia e il capoluogo. Per arrivare a questo obiettivo si dovrebbe intervenire sul miglioramento della linea in alcuni tratti dove i treni, anche quelli più moderni, sono costretti a rallentare per affrontare le curve del percorso. Promesse tante, fino ad ora, ma nessuna opera è stata realizzata e per raggiungere Olbia da Cagliari ci vogliono ancora più di quattro ore.

Per non parlare poi della linea ferroviaria Nuoro-Macomer. Il centro barbaricino è l'unico capoluogo provinciale, insieme a Matera, a non avere una linea delle Ferrovie dello Stato, visto che la strada ferrata in Barbagia è appannaggio dell'Arst.

La linea è quella di un secolo fa. Per arrivare in treno da Cagliari a Nuoro, dunque, bisogna affrontare un viaggio da Far West e da tempo un Comitato, oltre che i cittadini e le istituzioni nuoresi, chiede un collegamento per Macomer degno del Terzo millennio. Per ora, tuttavia, niente è stato fatto se non una proposta, sostenuta dai Cinque Stelle, per trasferire quel pezzo di ferrovia (oggi ancora uguale a quella realizzata nel lontano 1889) dall'Arst a Rfi.

Una menzione, poi, va fatta anche per il trenino verde, sui cui la Regione e l'Arst hanno deciso di investire, stanziando fondi per la sistemazione dei collegamenti che potrebbero rappresentare un importante tassello per lo sviluppo turistico anche in periodi di bassa stagione.

In questo quadro, il ministro dei Cinque Stelle ha pensato bene che una nuova tratta ferroviaria Nuoro-Olbia sia assolutamente indispensabile. E se si è arrivati a questo proposito sulla base di sollecitazioni provenienti dall'Isola, c'è da chiedersi chi oggi ritenga indispensabile un treno tra Nuoro e Olbia, città collegate da una superstrada che ha tempi di percorrenza veloci (cento chilometri circa da coprire in non più di un'ora e mezza) e su cui transitano mezzi gommati pubblici e privati piuttosto frequentemente, garantendo così un discreto servizio ai viaggiatori.

E poi veramente questo progetto è più urgente di altri?

Certo, qualche problema esiste per le merci. Ma vale la pena spendere centinaia di milioni per realizzare una linea ex novo quando non si riesce ad ammodernare quella esistente? E soprattutto, e lo dico da nuorese, siamo sicuri che sia stata fatta un'analisi costi-benefici, così come nel caso della Tav?

Di sicuro la campagna elettorale fa vedere tutto con occhi differenti, però c'è da chiedersi perché si debba costruire una linea ferroviaria che non serve, o serve poco rispetto ad altre, in un'Isola dove non abbiamo il metano e siamo costretti a pagare il doppio degli altri cittadini italiani. Eppure i costi in bolletta per le infrastrutture energetiche della penisola le hanno pagate anche i sardi.

Giuseppe Deiana

© Riproduzione riservata

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