CULTURA

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Abbiamo tutti una seconda chance

Il nuovo, adrenalinico thriller poliziesco di Brian Panowich
brian panowich (foto concessa)
Brian Panowich (foto concessa)

Il detective Dane Kirby è un uomo nel cui animo qualcosa si è rotto. È successo anni prima, in un attimo: l’auto di cui era alla guida si è ribaltata e sua moglie e sua figlia sono morte. Dane Kirby non ha cercato di aggiustare i “cocci” lasciati dentro di lui dalla tragedia. Ha scelto però di rimanere in piedi, di continuare a vivere, senza però allontanarsi troppo dal passato. Ogni tanto si scopre a parlare con la moglie come se fosse ancora vicino a lui. A volte negli occhi di un bambino rivede lo sguardo di sua figlia. Dane Kirby è un uomo che ha accettato il limbo di dolore che la vita gli ha apparecchiato e di conseguenza ne accetta le regole e le conseguenze, come parte di un destino a cui nulla si può opporre.

E parte del destino a cui non si può sfuggire è anche essere chiamato a partecipare a un’indagine che non lo riguarderebbe, un’indagine condotta dall’Fbi per la morte di Arnie Blackwell, un criminale di mezza tacca assassinato brutalmente. Kirby viene coinvolto per una sola ragione: tutti gli indizi sull’omicidio paiono essere collegati alla Hard Cash Valley, nella Georgia del Nord, nel selvaggio e ostile territorio di Bull Mountain. Un territorio dove gli uomini e le donne amano farsi giustizia da sé, dove si scommettono milioni di dollari sui combattimenti fra galli e dove solo uno sbirro nato e cresciuto da quelle parti, come Dane Kirby, può andare a mettere il naso senza essere ucciso a distanza da un fucile di precisione. Per il detective sarà un ritorno a casa e nello stesso tempo un ritorno al passato, perché in quelle strade della Hard Cash Valley la sua vita è stata spazzata via assieme alla sua famiglia.

La copertina del libro
La copertina del libro

Terzo romanzo della saga ambientata nell'immaginaria contea di McFalls dopo Bull Mountain (NN Editore, 2017) e Come leoni (NN Editore, 2018), Hard Cash Valley (NN Editore, 2021, pp. 384) consente allo scrittore americano Brian Panowich di tornare un’altra volta alle sue tematiche classiche. Prima fra tutte, l'importanza di non cedere ai demoni che ci portiamo dentro e di non farsi travolgere dal male che ci circonda, riuscendo così a lasciar ancora spazio all'amore e all'amicizia, sentimenti che non vengono mai meno, neppure dopo le tempeste più forti. Infine, l'importanza di non abdicare a un senso di giustizia e di attaccamento all'etica che è ispirato non dalle leggi, dalle consuetudini e dalla forma, ma da un profondo ideale di umanità e fiducia nel prossimo e anche nel futuro. Una fiducia che per Dane Kirby si trasforma, nel corso del romanzo – per inciso, ottimamente tradotto da Matteo Camporesi a cui dobbiamo anche le belle annotazioni a fine volume –, in una sorta di speranza fatta di concretezza, di gesti, di vicinanza con le persone che ancora gli vogliono bene oppure che hanno bisogno di lui per sfuggire al male. I cocci non torneranno al loro posto, naturalmente, e forse altri si aggiungeranno a quelli preesistenti, ma Dane Kirby scoprirà di poter ancora dire la propria nella vita. E di sapere essere un uomo giusto, non semplicemente un uomo della legge.

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